Al via a Padova "L'Egitto di Belzoni", 150 opere da tutta Europa

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Padova, 24 ott. (askanews) - Arrivano dal Louvre, dal British Museum e da altri prestigiosi musei prestatori reperti, scritti e disegni che scandiscono tutto il percorso espositivo della mostra: un viaggio lungo le tappe biografiche più importanti di Giovanni Battista Belzoni a Padova, in Inghilterra e in Egitto.

C'è una scena nel film "Indiana Jones e i predatori dell'arca perduta" nella quale Harrison Ford cade all'interno di una tomba egizia e si ritrova immerso fra polvere, mummie e ossa: una sequenza cult che descrive lo spirito avventuriero dell'esploratore e archeologo immaginato da George Lucas. Quella stessa scena ha però uno sceneggiatore ante litteram: si tratta del padovano Giovanni Battista Belzoni, che nel suo diario di viaggio, "Il Narrative", descrive una scena identica. Non è un segreto, infatti, che il grande cineasta si sia ispirato alla figura poliedrica di Belzoni per costruire il personaggio di Indiana Jones. A duecento anni dal suo ritorno in Italia, la mostra "L'Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle piramidi" celebra l'epopea di un grande esploratore, conosciuto in tutta Europa ma spesso poco celebrato in patria.

La mostra vuole far luce su una storia dimenticata, seguendo le tappe biografiche di Belzoni e far immergere i visitatori nel contesto geografico e culturale della sua epoca: la Padova e il Portello di fine Settecento, l'Inghilterra dei primi dell'800, dove visse per dieci anni in qualità di attore, ma soprattutto l'Egitto e la scoperta di questo straordinario scrigno di tesori. Belzoni fu un apripista nelle esplorazioni in Egitto e la sua avventura si inserisce in un periodo storico di grande fascinazione verso la cultura faraonica: lungo il Nilo si intrecciano le storie di studiosi, archeologi, diplomatici e avventurieri che contribuiranno a far conoscere in tutto il mondo la cultura, l'arte e la storia dell'Egitto.

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