Al via a Padova "L'Egitto di Belzoni", 150 opere da tutta.. -2-

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Padova, 24 ott. (askanews) - La storia e le scoperte di Belzoni hanno avuto una grande eco in Europa. Prova ne è il fatto che sono esposte in prestigiosi musei a Londra e a Parigi. Dal British Museum, infatti, arriva a Padova una sfinge a testa di falco rinvenuta da Belzoni ad Abu Simbel: in mostra si potrà vedere, accoppiati, sia il disegno che l'esploratore fece della sfinge sia il reperto vero e proprio. Dal Louvre, invece, arriva una coppa in oro, decorata a sbalzo, che faceva parte di un corredo funerario, e oggi parte della collezione Drovetti, il grande amico e nemico di Belzoni. Da Bristol arrivano invece alcuni disegni, realizzati a mano da Belzoni e da Alessandro Ricci, altro collega esploratore del padovano, che rappresentano le decorazioni della tomba di Sethi I. Sempre appartenenti alla tomba di Sethi I sono le statuette in legno in arrivo da Bruxelless, mentre dalla Cambridge University Library sono in mostra alcuni disegni di Johann Ludwig Burckhardt, grande studioso e amico di Belzoni. Di Burckhardt ci sarà inoltre un interessante quaderno di grammatica araba, utilizzato all'epoca per comunicare con gli egiziani.

Grande esploratore e mai mosso da interessi economici verso i reperti scovati in Egitto, Giovanni Battista Belzoni, nel 1819, donò alla sua città natale due statue della dea Sekhmet, rinvenute a Tebe: un omaggio e un regalo alla città del Santo da cui era partito, lasciando la casa dei genitori al Portello. Le due statue furono esposte a lungo all'entrata della porta Orientale del Palazzo della Ragione e ora sono conservate al Museo Archeologico di Padova, ma riprodotte anche all'interno della Sala Egizia del Caffè Pedrocchi.Le 150 opere esposte - fra scritti, disegni, tavole e reperti - riscostruiscono un panorama suggestivo e inedito dell'Egitto: è, appunto, l'Egitto di Belzoni, quindi quello di inizio '800, territorio ancora tutto da esplorare e da conoscere che è stato luogo di amicizie e collaborazioni, ma anche di dispute fra i vari archeologi e personaggi che gravitavano nell'area del Nilo. In mostra, infatti, ci saranno sia reperti che raffigurano il grande culto delle divinità in Egitto, come la statuetta di Thot in forma di Ibis o il rilievo della dea Maat, ma anche alcuni frammenti che raccontano, per esempio, la centralità della musica nella cultura egizia. Infine, le tavole e i disegni che arricchivano il Narrative scritto da Belzoni con le raffigurazioni delle sue "imprese impossibili": una graphic novel ante litteram, che ha di fatto reso famoso nel mondo, più che in Italia, la figura di Giovanni Battista Belzoni.