Al via studio clinico cura leucemia mieloide e mieloma multiplo

Red/Mda

Milano, 3 feb. (askanews) - Dopo aver ricevuto l'approvazione ufficiale di AIFA, è partito il primo studio clinico con terapia CAR-T CD44v6 per la leucemia mieloide acuta e il mieloma multiplo all'Ircss Ospedale San Raffaele di Milano.

Il primo paziente, affetto da mieloma multiplo, è stato infuso poche settimane fa e il trattamento non ha causato nessuna reazione avversa, come ha dichiarato durante l'European CAR T Cell Meeting in corso a Barcellona Fabio Ciceri, professore di Ematologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele e primario dell'Unità di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo, quale Principal Investigator dello studio internazionale multicentrico di fase I/II.

La terapia si basa su oltre 10 anni di ricerca di base svolta nei laboratori dell'Ospedale San Raffaele - sotto la guida di Attilio Bondanza e Monica Casucci - e arriva oggi alla sua prima prova nell'uomo grazie all'azienda biotech MolMed, specializzata nello sviluppo e validazione clinica di terapie geniche e cellulari. MolMed ha esercitato l'opzione per la tecnologia nel 2015, diventandone proprietaria, e ha sviluppato il protocollo terapeutico all'interno di un progetto Horizon2020 chiamato EURE-CART.

La ricerca di nuove terapie contro i tumori va sempre più nella direzione di sostenere e guidare la risposta del sistema immunitario del paziente che già normalmente fornisce la difesa naturale contro il cancro.

Per Chiara Bonini, ordinario di Ematologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele, _"oggi è possibile ingegnerizzare geneticamente le cellule del sistema immunitario, insegnando loro a riconoscere i tumori". Tra i prodotti di queste tecniche di ingegnerizzazione ci sono le terapie CAR-T: i linfociti T del paziente vengono modificati fornendo loro dei recettori costruiti in laboratorio - i cosiddetti recettori chimerici - studiati proprio per riconoscere specifiche cellule tumorali e scatenare l'aggressione dell'organismo nei loro confronti.

In particolare, nel caso della terapia CAR-T anti-CD44v6, i linfociti T vengono dotati di un recettore che riconosce una specifica molecola (chiamata appunto CD44v6), che è poco espressa nei tessuti sani mentre può essere presente sulla membrana delle cellule del mieloma multiplo e delle leucemie mieloidi acute.

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