Al via terza edizione del Festival del cinema azerbaigiano a Roma

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Roma, 28 mag. (askanews) – E’ stato il docufilm “L ultima sessione” ad aprire la terza edizione del Festival del Cinema azerbaigiano a Roma, presso la Casa del Cinema di Villa Borghese.

Basato su filmati e materiale d archivio, il documentario racconta gli ultimi giorni della storia travagliata e difficile della Prima Repubblica dell Azerbaigian. Una scelta non causale, perché il Festival cade proprio nel 103esimo anniversario della Fondazione della Repubblica Democratica dell Azerbaigian, nata il 28 maggio del 1918 e che è stato il primo esempio di stato laico e democratico nell’Oriente musulmano, che ha introdotto il diritto di voto alle donne e un parlamento pluripartitico, ha spiegato l’ambasciatore dell Azerbaigian Mammad Ahmadzada.

“Il film ‘Ultima sessione’ con il quale apriamo l’inaugurazione del filmfestival parla della storia della Prima Repubblica dell Azerbaigian e anche della tragica fine di questa repubblica durata solo 23 mesi, ma nonostante una vita corta ha gettato le basi del sistema di stato laico e democratico nel nostro Paese e quando l’Azerbaigian ha ripristinato nel 1991 la sua indipendenza la storia dei 23 mesi della Prima Repubblica è stata fondamentale per continuare questo importante percorso”.

Prima della proiezione hanno preso la parola il senatore Stefano Lucidi, presidente del Gruppo di Amicizia Interparlamentare Italia-Azerbaigian, e l’onorevole Nicola Acunzo, presidente dell Intergruppo parlamentare Cinema e Arti dello spettacolo, che hanno evidenziato l’importanza della collaborazione tra i due Paesi.

Sono intervenuti anche l’editore Sandro Teti, che ha voluto ricordare la centralità del cinema azerbaigiano e le sue radici che risalgono al periodo pre-sovietico e il professore Daniel Pommier, della Sapienza di Roma, che ha introdotto il documentario di apertura.

Il 28 e 29 maggio la Casa del Cinema ospiterà la proiezione di altre cinque opere cinematografiche tra cui “Ali e Nino” che vede nel cast anche Riccardo Scamarcio. I film proposti, con storie umane alternate a vicende storiche, puntano ad aprire una nuova finestra sul cinema dell’Azerbaigian, affascinante e in costante crescita.

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