Al via test per medici e pazienti: si teme nuovo focolaio

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covid civico di palermo migrante infetta
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A Palermo si teme un nuovo focolaio da Coronavirus dopo il caso di una migrante somala risultata infetta ma senza essersi sottoposta a tampone: la donna è ricoverata nel reparto di ostetricia del Civico di Palermo. Secondo quanto riportato dalle cronache locali, la giovane, proveniente da Lampedusa, è rimasta ricoverata per tre giorni senza che nessuno la sottoponesse a tampone nonostante fosse positiva al Covid. Come avvenuto nelle ultime ore, anche lunedì 27 luglio sono in programma decine di test a personale medico e a degenti dei reparti dai quali sono passate le donne africane. Un caso simile, infatti, si è registrato anche all’ospedale Ingrassia dove a essere positiva è risultata una donna marocchina.

Covid, migrante infetta al Civico di Palermo

Sul caso della donna somala positiva al Covid ma senza tampone è intervenuto il Cimo, sindacato dei medici, che denuncia come ciò dimostri l’inaffidabilità: “Dei test sierologici – commenta Angelo Collodoro, vicesegretario regionale del Cimo -. Sono stati commessi errori a catena. Non doveva entrare in reparto se non dopo pre-triage e tampone che è stato praticato casualmente solo dopo 2 giorni“.

Adesso il personale medico attende direttive dall’azienda ospedaliera di Palermo: “Sul comportamento da tenere ovvero se praticare tamponi piuttosto che andare in quarantena o meno. Assordante il silenzio dell’azienda nei confronti del personale sanitario e dei ricoverati che per 2 giorni sono rimasti a contatto con la malata in un reparto già affollato per la chiusura dell’ostetricia dell’ospedale Ingrassia a causa di una paziente cosiddetta positiva”.

La nota dell’ospedale di Palermo

Il Civico di Palermo, però, si difende e in una nota risponde al sindacato: “Sin dalle prime ore di sabato sera la direzione sanitaria di presidio è stata allertata dal direttore della unità operativa coinvolta. Di concerto con la direzione strategica sono state immediatamente impartite le direttive operative volte al controllo del caso: trasferimento immediato della degente positiva, isolamento della donna poi dimessa, sanificazione degli ambienti che sono stati nuovamente e più approfonditamente ripetuti domenica da parte della ditta incaricata”.

Inoltre, fanno sapere dall’ospedale palermitano che le attività: “Sono proseguite in sicurezza (4 parti portati a buon fine nella notte). Gli operatori hanno intrapreso il percorso di sorveglianza previsto e sono stati effettuati i primi 25 tamponi sul personale montante in servizio nella previsione di una copertura di verifica a tappeto per tutto il reparto da ripetere anche nei prossimi giorni tenendo conto dei tempi di incubazione previsti. Lo stesso valga per le degenti ricoverate. Indicazioni precise in merito sono state inviate dalla direzione medica di presidio, sentita la direzione aziendale, oltre al titolare di reparto, al responsabile della sicurezza aziendale e al servizio di sorveglianza sanitaria”.