Al Viminale, in piazza e sui social. Salvini di lotta contro il "mostro" M5S/Pd

Giuseppe Alberto Falci

Il governo è finito, ma Matteo Salvini continua ad andare al Viminale come se nulla fosse. Porta in piazza Montecitorio la delegazione dei deputati leghisti davanti alla telecamere per mostrare compattezza e chiedere elezioni subito. Per non parlare dell’attivismo sui social dove attacca nell’ordine: Elisabetta Trenta, Giuseppe Conte e Romano Prodi. Un Salvini che resta ben saldo al ministero dell’Interno, ma prepara già gli scatoloni per tornare in modalità leader dell’opposizione. Mentre M5S e Pd studiano le forme e i paletti per formare un nuovo governo, il leader del Carroccio, all’indomani della strigliata del premier, incontra i deputati in vista del colloquio con il Capo dello Stato, fissa un appuntamento alle due sotto il sole davanti a Montecitorio con i cronisti, e poi organizza un gabinetto di guerra con i suoi: Gianmarco Centinaio, Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana. 

C’è un disegno da parte di Salvini, bombardare quelli che si sono più opposti alle sue politiche nel corso dei 14 mesi di Governo gialloverde. La prima ad essere presa di mira è Elisabetta Trenta con il suo volto accostato a quello di Laura Boldrini: “Incredibile! Immigrazione 20 agosto: la difesa ordina: siate più morbidi”.  Ma Salvini non ha certo dimenticato la requisitoria di ieri del premier Conte, e riflette su quale sia la vendetta più sottile. Innanzitutto lo sbeffeggia su Instagram riproponendo ai suoi seguaci il fuorionda dell’inquilino di Palazzo Chigi con la cancelliera tedesca: “Chiede alla Merkel come fermare Salvini? Roba da matti. In luglio poi con i voti determinanti dei 5 stelle, viene eletta Ursula Von Der Leyen, candidata della Merkel, alla presidenza della commissione Ue”.

 

 

Fatto sta che nel day after inizia l’ora dei veleni in casa Lega. Un ministro si toglie qualche sassolino dalle scarpe e racconta un Conte profondamente diverso: “Gli è mancata l’umiltà. Era un accentratore, si prendeva i dossier dei colleghi e pensava...

Continua a leggere su HuffPost