Alan Kurdi fa rotta verso Malta

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La Alan Kurdi, con 40 persone a bordo soccorse mercoledì a largo della Libia, sta facendo rotta verso Malta. Alla nave della Ong tedesca è stato notificato il divieto di entrare nelle acque territoriali italiane nonostante, nelle ore successive al salvataggio, si fosse posizionata a 20 miglia di distanza da Lampedusa, in acque internazionali. "Queste sono le persone da cui l'Italia deve proteggersi. Si chiama Djokovic, come un giocatore di tennis europeo. In Libia ha subito una ferita da arma da fuoco. Dovremmo riportarlo lì? Lo stiamo portando a Malta ora", scrive Gordon Isler, portavoce di Sea Eye, su twitter postando la foto di un bimbo di 4 anni.  

Tra le 40 persone salvate ci sono in totale 15 minori, tre sono figli di una donna del Camerun. A bordo c'è poi una donna incinta. A tutti loro è stato vietato lo sbarco, denuncia la Ong.  

Open Arms soccorre altre 68 persone  

"Non offriremo a Matteo Salvini - sottolinea Gorden Isler - un'altra occasione per uno show così indegno. Prendiamo sul serio le nostre responsabilità verso le persone salvate e ora andiamo a Malta. Abbiamo ancora a disposizione il diesel necessario per arrivarci e possiamo quindi prendere questa decisione autonomamente".  

Nella notte di venerdì, il capomissione Barbara Held aveva chiesto a Lampedusa l'assegnazione di un porto sicuro. "Abbiamo in particolare sottolineato che a bordo c'è una famiglia con tre figli, una donna incinta e altri 12 minori", ha affermato. Alan Kurdi era a circa 20 miglia nautiche da Lampedusa. Roma, tuttavia, ha indicato Malta come punto di riferimento scrivendo che Malta avrebbe potuto inviare un medico in caso di emergenza sulla Alan Kurdi. "Roma - scrive la Ong in una nota -non ha prestato ulteriore attenzione alle necessità di protezione di numerose persone a bordo. La famiglia del Camerun, una donna incinta e 12 minori hanno dovuto trascorrere un'altra notte sulle assi di legno della nave".