Alan Kurdi verso Malta: dove andrà il bambino ferito di 3 anni

Alan Kurdi

Prima di fare rotta verso Malta, la Alan Kurdi ha ormeggiato per ore a 20 miglia da Lampedusa. Ma il no di Matteo Salvini, Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta hanno impedito alla nave di fare il suo ingresso nel porto italiano. Presto è stata però individuata un’altra soluzione, motivata dall’esigenza di far sbarcare il prima possibile un bambino di tre anni che riporta una ferita di 10 centimetri causata da un colpo di arma da fuoco. “Si chiama Djokovic, come un giocatore di tennis europeo. In Libia, ha subito una ferita da arma da fuoco. Dovremmo riportarlo lì? Lo stiamo portando a Malta ora”, ha scritto Gorden Isler, uno dei responsabili della nave della ong Sea Eye, che il 31 luglio ha soccorso la Alan Kurdi al largo delle coste libiche.

Alan Kurdi, in salvo il bambino ferito

La nave, con ancora 40 persone a bordo, aveva inizialmente puntato verso Lampedusa. Tuttavia, alla luce del divieto d’ingresso da parte del governo italiano, c’è stato un cambio di rotta. Tra i naufraghi ci sono in totale 15 minori e persino una donna incinta. “Non offriremo a Matteo Salvini un’altra occasione per uno show così indegno. Prendiamo sul serio le nostre responsabilità verso le persone salvate e ora andiamo a Malta. Abbiamo ancora a disposizione il diesel necessario per arrivarci e possiamo quindi prendere questa decisione autonomamente”. Così ha aggiunto Gorden Isler.

In risposta, Salvini aveva accusato la Germania di ricatto. “Dal governo tedesco sono arrivati segnali pessimi. Ci hanno girato una mail dove praticamente c’è un ricatto da parte della Germania che si era impegnata a prendere 30 immigrati della Gregoretti: dicono che li prendono se facciamo sbarcare i 40 della Alan Kurdi”. Queste le dichiarazioni da lui rilasciate a SkyTg24.

Per giorni si è fatta sentire la preoccupazione sulle sorti del bimbo di 3 anni ferito. Ora il piccolo, insieme agli altri 39 migranti a bordo, sbarcherà a Malta per poi essere ricollocato in un altro dei 27 Paesi europei. L’ufficialità è arrivata dal premier Joseph Muscat, il quale ha anche tenuto a precisare che nessuno dei 40 migranti rimarrà a Malta. Su Twitter ha scritto: “In seguito alla richiesta della Germania, Malta permetterà ai 40 migranti della Alan Kurdi di entrare in porto. Il Governo tedesco e la Commissione europea hanno predisposto affinché tutte le persone a bordo siano distribuite tra in Stati Membri dell’Ue”.

Anche a Bruxelles e in alcuni Paesi membri dell’Ue si discute sulla futura ripartizione dei 40 migranti, così da far luce sulle diverse disponibilità. La portavoce Mina Andreeva ha commentato: “Il ruolo della Commissione è essere sempre costruttiva con tutti gli Stati membri e cercare soluzioni con cui fornire sostegno a quei Paesi che ne hanno bisogno e dare coordinamento. La Commissione ha avviato contatti per offrire sostegno e coordinamento agli Stati che vogliano prender parte a sforzi di solidarietà riguardanti i migranti attualmente a bordo della nave Alan Kurdi. I contatti proseguono, ci sono già alcuni Stati membri che hanno espresso la volontà di accettare ricollocamenti”.