Alarm Phone, ennesima richiesta di aiuto per salvare vite in mare

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Immagini di repertorio
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Il call center di soccorso migranti in mare, Alarm Phone, ha fatto sapere che 140 migranti distribuiti su due imbarcazioni sono da stanotte in serio pericolo di vita: “95 persone sono a rischio di annegare nella zona Sar di Malta! Hanno chiamato Alarm Phone quando il motore ha smesso di funzionare e stavano imbarcando acqua“. Il servizio di chiamata per il soccorso in mare migranti denuncia che le “autorità maltesi e italiane sono informate ma non rispondono“. I migranti in pericolo, riferisce ancora il call center ong, hanno chiamato urlando: “Stiamo morendo!“. Nella giornata di ieri 25 luglio la Federazione sindacale di polizia aveva espresso preoccupazione riguardo il riempimento dell’hotspot lampedusano fino all’inverosimile, esternando i propri dubbi su come si stia affrontando la situazione in questo delicatissimo momento.

140 migranti in difficoltà

Alarm Phone descrive così ciò che sta accadendo ai due barconi sui quali stanno rischiando la pelle i migranti: “Le persone in pericolo dicono di non poter rimuovere l’acqua dalla barca perché è sovraffollata“. Dalle chiamate di aiuto dei migranti, il call center mette in risalto le grida di aiuto delle persone a bordo e fa sapere che “il mercantile Maridive 230 è a 20 miglia dalla barca e potrebbe ricevere ordine di soccorrere ma Malta non risponde alle nostre chiamate“.

L’Italia e l’Europa – alle prese con il fiume di miliardi di euro messi a disposizione per uscire dalla crisi generata dal Covid – sembrano abbiano dimenticato che è questo il periodo di maggior affluenza dei migranti sulle nostre coste. Ne sa qualcosa il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, che ieri 25 luglio ha dichiarato: “Se il governo non proclamerà lo Stato di emergenza per Lampedusa lo farò io. L’hotspot non è più in grado di accogliere migranti”, queste le parole del primo cittadino siciliano.