Albania, su Osservatorio Balcani il ricordo di Leogrande -7-

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Roma, 6 dic. (askanews) - È storia nota che dopo il 1990 noi albanesi e "amanti dell'Italia" ci siamo confrontati con l'Italia reale. Noi eravamo in cerca "dell'amore simmetrico", volevamo che "la nostra Italia" ci amasse quanto l'avevamo amata noi per una vita. Ma ovviamente, l'Italia non aveva tempo per questi sentimenti ingenui (anche per colpa nostra, perché non dobbiamo presentarci sempre come vittime), aveva tanti problemi suoi e poi, ovviamente, eravamo poveri e dei perfetti sconosciuti. In questo contesto, ci sono venuti incontro quelli che oggi continuo a chiamare, con grande affetto, "i nostri carissimi amici italiani". E Alessandro faceva parte di questo gruppo. Per lui l'Albania e gli albanesi non erano solo temi che soddisfacevano la sua curiosità intellettuale. Alessandro si sentiva legato spiritualmente con questo luogo in un modo del tutto naturale. In poche parole, era uno di noi.

Ecco, scrivere con grande lucidità mentale ed un profondo calore del cuore, questa era un'altra sua caratteristica speciale.(Segue)

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