Albergatori romani: "Nessun cambio di passo, senza aiuti imprese falliranno"

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Gli albergatori romani tornano a far sentire la propria voce manifestando disappunto e delusione all'indomani dell'uscita del decreto Sostegni. "Cambiato il nome, passando da 'ristori' a 'sostegni', la sostanza resta la stessa. Ci saremmo infatti aspettati che le nuove misure avrebbero davvero 'sostenuto' le aziende alberghiere, soprattutto dopo un anno di inattività, il che non è avvenuto. Dov'è il cambio di passo tra governo Draghi e Conte? Anche stavolta, a seguito di grandi dichiarazioni d'intenti in cui si sono promessi aiuti e misure speciali dedicate al Turismo, questi aiuti non sono stati erogati ma procrastinati ad un tempo futuro che non arriva mai", commenta all'Adnkronos l'albergatrice Alexia Sasson e vicepresidente del Comitato albergatori romani che riunisce piccoli e medi imprenditori del settore, i più rappresentativi della Capitale.

"Purtroppo dopo un anno di inattività, di futuro ce n'è ben poco, e se non si fa presto, anche il presente potrebbe scomparire. Il cambio di tecnico alla guida non ha portato per ora una variazione di modulo o tattica: per dirla in termini calcistici osserviamo la solita sterile tattica 'Gira la palla, Gira la palla' senza segnare mai. Senza alcun risultato, senza l'arrivo degli aiuti", continua Sasson lamentando "che alle parole e promesse non seguono i fatti, ovvero gli interventi annunciati".

Secondo gli albergatori romani, "non vi è traccia nel decreto dell'indispensabile quantomai necessario rinnovo del credito di imposta per le locazioni, in scadenza ad aprile 2021 per il quale noi, in qualità di Comitato, avevamo richiesto l'estensione fino a fine 2021 ed il suo rafforzamento all'80%. Tale credito di imposta sulle locazioni è fondamentale visto che il 70% degli alberghi italiani è in affitto: da tenerne conto se davvero si tiene a chi produce più del 13% di Pil. Indispensabile anche estendere la moratoria sui mutui, finanziamenti e leasing ma anche per i chirografari con garanzia dello Stato fino a fine 2022, permettendo così alle aziende alberghiere di non essere pressate ancora di più, viste le spese fisse che affrontano, sempre molto ingenti".

"Il Governo sembra continuare come il precedente nella logica del 'Campa cavallo che l'erba cresce' dove il cavallo, ossia gli albergatori, devono sopravvivere da soli senza aiuti concreti, lasciando l'erba crescere anziché cibarsene per sopravvivere. Se il Governo continua con questa logica, l'unica cosa che otterrà di sicuro è la morte del cavallo, ovvero il fallimento di migliaia di aziende turistiche italiane con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro - sottolinea ancora Sasson - Serve ora un atto coraggioso del Governo che ribalti la situazione contingente e che guardi alle imprese turistiche italiane realmente quale motore imprescindibile dell'economia del Paese. Se vogliamo costruire un futuro dobbiamo lavorare sul presente, agendo immediatamente senza ulteriori indugi".