Fratelli d'Italia, Alberoni a Milano: "Ho contribuito a sdoganare Meloni"

(Adnkronos) - "Prudenza, pace e benessere''. Così, con una sorta di slogan, Francesco Alberoni, 92 anni, uno dei più stimati e lucidi sociologi italiani, riassume il messaggio che lancerà domenica, primo maggio, dal palco della Conferenza programmatica di Fratelli d'Italia, al 'Mico' di Milano. L'autore del best seller' 'Innamoramento e amore', il libro che fece la rivoluzione sentimentale dopo la sbornia politica degli Anni 70, è tra gli invitati alla kermesse voluta da Giorgia Meloni, che di fatto, sondaggi alla mano, segnerà l'inizio del percorso politico per arrivare a palazzo Chigi come leader del centrodestra.

Alberoni ci tiene subito a precisare che ''ha un rapporto di stima con Meloni, ma non è un iscritto di Fdi'' e parlerà da ''indipendente'' e il suo discorso non ''vuol essere affatto un programma politico o di politica estera'', visto che si soffermerà chiaramente sulla guerra in Ucraina e le conseguenze del conflitto in Europa e non solo, ma una ''sorta di programma filosofico per i prossimi cinque anni. Farò una sorta di appello''.

Alberoni ci tiene a sottolineare la sua ''indipendenza'', perchè si presenterà alla 'tre giorni meloniana' con lo stesso spirito libero con cui accettò nel 2019 di candidarsi come 'co-capolista' proprio con la Meloni alle europee nella circoscrizione Lombardia: ''Sono un indipendente che in quel momento non sopportava molto il governo gialloverde: incontrai Giorgia e accolsi la proposta di correre alle europee nelle liste di Fdi con l'intento di aiutare a sdoganare il partito della Meloni e così è stato... Lei, infatti -dice all'Adnkronos lo scrittore- ha iniziato la sua luminosa carriera... Siamo rimasti sempre in contatto per telefono, ogni tanto Meloni mi chiede un parere su problemi di carattere generale, non governativi. Siamo rimasti in buoni rapporti, ci siamo visti anche un paio di volte, ora mi ha invitato a Milano per questa iniziativa''.

''Io ci andrò -spiega- ma come Meloni sa, a una condizione: non voglio entrare nel merito dei programmi di un partito, non è il mio mestiere ero, questo è il lavoro di parlamentari e ministri. Io posso fare solo un'analisi da studioso e cercherò di spiegare in che epoca siamo, cosa è successo e cosa possiamo fare. Il mio sarà un discorso di carattere morale, sociologico e filosofico, non certo politico. Darò la mia lettura del mondo''. Alberoni anticipa alcuni passaggi dell'intervento che farà a Milano.

Alberoni dice che il suo ultimo libro, 'Il rinnovamento del mondo', del 2021, è stato premonitore, perchè ''lì c'è scritto che dopo 30 anni di globalizzazione, con la scomparsa delle identità ci sarà un ritorno delle identità nazionali e della Nazione e sarebbe emerso un conflitto per il potere mondiale. Cosa che poi si è verificata con la guerra in Ucraina. Ecco, dal palco farò un intervento dove cercherò di indicare la strada giusta e manderò un messaggio di questo tipo: guardate che siamo entrati in una nuova epoca, quella degli Stati combattenti, quindi, dobbiamo stare molto attenti a cosa facciamo...'.

''Nell'epoca degli Stati combattenti -argomenta Alberoni dando una serie di suggerimenti di 'sopravvivenza'- ci sono diverse potenze che auspicano al potere mondiale. Non bisogna quindi farsi coinvolgere in campagne ideologiche e belliche. Lo slogan deve essere prudenza, pace e benessere. Occorre produrre beni servizi utili per tutti, dai cinesi ai turcomanni... Serve grande qualità e duttilità. Siamo produttori e mercanti, dobbiamo favorire lo sviluppo scientifico applicato, per la nostra industria".

E ancora: ''bisogna aiutare i deboli a crescere, serve una scolarizzazione del web di massa perchè il mondo è unificato, si parla con tutti e non puoi fare una politica locale. Tutti devono usare il web. Va incentivata la semplificazione, occorre ridurre gli orari di lavoro, serve lo smart working per ridurre il pendolarismo. Dobbiamo dare elasticità al lavoro''. Inoltre, continua il sociologo, ''è necessario aumentare la cura per la casa e i figli, concentrandoci sulla qualità della vita, perchè la gente non sta bene.

Ad Alberoni non interessa rispondere alle domande politiche sulla futura leadership della Meloni. Non conta ora sapere se parlerà da aspirante premier o leader del centrodestra che sarà: ''Io non faccio analisi politiche, nè faccio programmi politici. Io, lo ripeto, cerco di rispondere alla domanda dove siamo, dove andiamo, chi siamo, che cosa dobbiamo fare e come possiamo fare il meno peggio'', di fronte alla pandemia, alla guerra in Ucraina, alla crisi energetica che ne consegue.

''Altro che politica -avverte Alberoni- qui la gente rischia di morire di polmonite se tolgono il gas... Oggi hanno chiuso i rubinetti a Polonia e Bulgaria, domani chissà... Se li chiudono anche a Francia e Italia a gennaio, capisce che catastrofe avviene? Non siamo abituati ad avere in casa 10 gradi di temperatura, le persone muoiono di polmonite... Non solo: se l'industria non ha il carburante e l'energia per funzionare, avremo i disoccupati, quelli veri. Si rende conto? Adesso non ci crediamo che c'è la guerra, continuiamo a vivere come se non ci fosse ma fino a quando?". Alberoni è amareggiato: ''Hanno messo in moto una macchina senza controllo. L'Europa è in frantumi, prima viene l'interesse nazionale. Ci fosse Churchill al posto di Biden sarei più tranquillo... Anche con De Gaulle saremmo stati sereni, perchè voleva una Europa dall'Atlantico agli Urali pacifica, non divisa, mentre ora sono tutti divisi...''.

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