Albertini: Gallera sindaco? In gioco, ma non si prenda sul serio

Mch

Milano, 25 mar. (askanews) - "Se Gallera dovesse davvero candidarsi alla guida di Milano gli consiglio di non prendersi troppo sul serio, di essere umile: io mi ero definito un amministratore di condomino, proprio perché cominciare dal basso". Gabriele Albertini, per dieci anni sindaco di Milano, Giulio Gallera lo conosce bene: tra il 2001 e il 2006 hanno fatto parte della giunta milanese, con Albertini sindaco e un giovanissimo Gallera in squadra come assessore al Decentramento territoriale e ai Servizi cimiteriali.

Guardando le cose da lontano, Albertini vent'anni dopo conferma "la piena fiducia" verso quel ragazzo diventato il volto della lotta al Coronavirus in Regione Lombardia e che ora potrebbe guardare a Palazzo Marino che rinnoverà i suoi organi il prossimo anno. "Questa tragica vicenda - ragiona Albertini - cambia tutto nella corsa per Palazzo Marino: se prima l'attuale sindaco Sala partiva favorito, adesso i giochi sono aperti. L'emergenza sanitaria ha messo in evidenza alcune caratteristiche della leadership e della capacità di governo che possono sparigliare... Tutto si è rimesso in gioco", dice Albertini.  Con l'intervista di stamattina a Repubblica, nella quale Gallera ha detto che non si tirerebbe indietro per una eventuale candidatura a sindaco di Milano, l'assessore al Welfare della Regione ha attirato su di sé le critiche degli avversari, tanto da dover fare marcia indietro via social. Per Albertini quella al quotidiano era "una dichiarazione assolutamente minimalista: come se si chiedesse a un curato di campagna cosa farebbe se il Papa lo nominasse Vescovo di una città...". 

L'errore, chiosa Albertini, "l'ha commesso chi è stato fazioso anche in un momento drammatico come questo: se c'è da dare un cartellino rosso è per chi ha parlato contro una semplice disponibilità".