Alberto Casillas, il barista che protegge gli indignados: "Non sono un eroe"

A 49 anni Alberto Casillas è sposato, ha due figli e lavora in una caffetteria nel centro di Madrid. All'improvviso hanno cominciato a chiamarlo eroe. Alberto è il protagonista di un'immagine che racconta la manifestazione di Madrid da un altro punto di vista, quello delle persone. Le foto lo mostrano mentre protegge un gruppo di 200 manifestanti nel locale dove lavora, frapponendosi tra loro e la polizia in tenuta antisommossa.

"Non sono un eroe, è stato un atto di umanità: chiunque avrebbe fatto lo stesso", racconta Alberto a Yahoo! Notizie Spagna, descrivendo quella sera. "E' successo intorno alle 10 di sera", continua.

Alberto Casillas protegge i manifestanti

E' stato allora che una gruppo di giovani si  è rifugiato nel bar per sfuggire alla polizia. Si sono avvicinati otto agenti. "Entriamo e procediamo con gli arresti", ha detto uno di loro seguendo gli ordini. "Qui non entrerà nessuno, perché è pieno di gente innocente", li contesta Alberto, impedendo alle autorità di entrare. Alberto non è stato arrestato ma assicura che gli agenti intendevano aggredirlo. "Ora a pensarci a mente fredda non so se avrei agito allo stesso modo, ero molto spaventato perché si sarebbe potuta creare una rissa nel bar che sarebbe potuta degenerare in violenza e sangue", confessa.

Intanto dall'altro lato della strada la manifestazione continuava con lanci di pietre contro gli agenti in tenuta antisommossa. Una di queste ha colpito il braccio di Aberto, che però non ha potuto andare dal medico perché la mattina del giorno dopo avrebbe iniziato a lavorare alle 6. "Mi fa ancora male", dice, e racconta come quella sera ha gridato per la strada chiedendo a tutti di calmarsi.

Il suo intervento ha provocato allegria e appalusi nei manifestanti rifugiati nella caffetteria, che l'hanno subito eletto eroe. Da parte sua lui racconta "Ero molto nervoso e alterato. Ammetto di aver votato il PP, ma questo non è il modo di agire. Quando un governo si nasconde dietro alle pisole si crea una tensione che non va bene".

Ad Alberto è rimasta una piccola spina nel fianco: non ha potuto godere la tmeporanea celebrità vicino a sua moglie e sua figlia, che vivono in Venezuela. "Mia figlia mi ha chiamato piena di orgoglio".

L'intervista originale, in spagnolo.


Protestors clash with police in Madrid

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