Alberto Zanin (Emergency): “i soccorsi dopo l’attentato a Kabul”

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Roma, 27 ago. (askanews) – In prima linea, lo staff di Emergency a Kabul ha ricevuto 62 dei feriti dell’attentato all’aeroporto; traccia un quadro il coordinatore in Afghanistan Alberto Zanin.

“Intorno alle sette, sei e mezza abbiamo avuto la notizia dal nostro head nurse che c’era stata una forte esplosione in aeroporto, “prevediamo l’arrivo di numerosi feriti”. Dopo pochi minuti sono cominciati ad arrivare i primi pazienti” ha detto Zanin. “All’inizio sono arrivati in maniera molto frequente e importante. Abbiamo ricevuto in totale 62 pazienti, che in termini di massa casualties anche per noi è tanto; siamo abituati a mass casualties cioé a un massiccio afflusso di feriti con un numero di 30/40 per gli attentati che abbiamo osservato in questi anni”.

“Tra queste 62, 36 sono state ammesse per cure chirurgiche importanti, dieci un trattamento di stabilizzazione e medicazione e poi dimessi. Altri 16 sono arrivati morti all’arrivo” ha spiegato Zanin.”Il nostro staff ha risposto prontamente, anche quelli a casa che sono subito tornati in ospedale, medici infermieri ma anche tecnici e manutentori. L’afflusso di feriti è durato fino alle nove, nove e mezza; dopo ci è rimasta la gestione dell’ospedale che come potete immaginare era sotto stress”.

“Dovete considerare che in questo momento c’è un’attenzione mediatica particolare, ma a Kabul gli attentati suicidi ci sono da anni. Sicuramente questo ha visto un coinvolgimento di più civili, ma nel 2018 e in parte del 2019 in città c’erano attacchi di questo tipo frequentemente. E’ una cosa piuttosto tipica”.

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