Alcuni brani condensati dal Corriere della Sera fanno propendere molto per il “no” del Presidente

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Il Capo dello Stato uscente Sergio Mattarella
Il Capo dello Stato uscente Sergio Mattarella

Sergio Mattarella, il Quirinale e i segnali della sua indisponibilità ad un bis sul Colle emersi nell’ultimo libro di Bruno Vespa uscito ieri, 4 novembre. Alcuni brani condensati in un articolo del Corriere della Sera fanno propendere per il “no” del Presidente in carica ad un secondo mandato che molti analisti politici gli avrebbero invece attribuito.

Mattarella, i segnali dell’indisponibilità al bis: il Presidente cerca casa

Ecco il primo brano del libro ricco di spunti che offre uno schietto motivo “logistico”: “Il 29 settembre 2021 Sergio Mattarella ha cominciato a visitare case in affitto in una zona residenziale di Roma, dove trasferirsi all’inizio di febbraio 2022”. Nel suo “Perché Mussolini rovinò l’Italia (e come Draghi la sta risanando)” Vespa lo definisce un “segnale concreto dell’indisponibilità del presidente della Repubblica a prolungare la sua permanenza al Quirinale”. Anzi, il giornalista lo definisce il “secondo segnale”.

I segnali dell’indisponibilità al bis di Mattarella: la visita di congedo da Papa Francesco

E il primo? “Il primo segnale c’è stato il 10 settembre, quando il Quirinale ha annunciato la visita di congedo del capo dello Stato dal papa il 16 dicembre 2021. Non è abituale che una comunicazione del genere avvenga con oltre tre mesi di anticipo”. Spiega Vespa che “è più probabile che al rientro dalle vacanze il presidente della Repubblica abbia subito voluto troncare le voci di una sua possibile rielezione”.

Il consigliere giuridico di Mattarella prende un altro incarico: i segnali dell’indisponibilità al bis secondo Bruno Vespa

Il terzo segnale sta a metà fra opportunità e nuovi incarichi per dirigenti del suo entourage: quel segnale lo si è avuto “il 15 ottobre, con la nomina a consigliere di Stato del suo consigliere giuridico Daniele Cabras. Mattarella è stato eletto dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano, il quale accettò di prorogare per due anni il suo mandato in una situazione politica drammatica e con il sistema costituzionale bloccato”. La chiosa di Vespa riportata dal Corsera è netta: “Quella situazione è oggettivamente irripetibile e gli auspici perché Mattarella accetti di rimanere in carica per un biennio, accompagnando il paese alla scadenza naturale della legislatura nel 2023, sono obiettivamente di cattivo gusto”.

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