Alcuni elementi del racconto fanno pensare alla premeditazione

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Omicidio Bolzano
Omicidio Bolzano

L’indagine sull’omicidio di Bolzano continua senza sosta. La confessione di Benno Neumair ha aperto nuovi scenari sulla morte della coppia. I racconti del figlio 30enne hanno già aperto la pista della premeditazione. Diversi dettagli delle sue dichiarazioni non tornano.

La pista della premeditazione

La confessione di Benno Neumair può essere divisa in due parti: la prima si può riassumere nell’ammissione di aver ucciso i genitori, mentre la seconda, arrivato a distanza di settimane, ha svelato tutti i dettagli della dinamica dell’omicidio. Dalla confessione sembrerebbe che Benno stia iniziando ad ammettere le sue colpe ma sempre cercando di nascondere qualcosa sul delitto. Il ragazzo ha parlato di una lite per soldi, come capitava spesso con il padre, poi ha descritto il momento dello strangolamento con una corda per scalare. Ha compiuto questo gesto per mettere a tacere Peter Neumair. La madre è tornata a casa qualche ora dopo e Benno ha spiegato di non averle neppure dato il tempo di togliersi il cappotto. Qualcosa, però, non torna. Il 30enne aveva dichiarato che la madre Laura era tornata a casa appena era avvenuto l’omicidio del padre. Questa dichiarazione non combacia con il cellulare di Peter, che si è spento molto prima rispetto a quello della moglie. Benno aveva detto all’amica dalla quale ha passato la notte che avrebbe raggiunto la sua casa in automobile.

Questo dettaglio può sembrare futile, ma in realtà è estremamente importante, perché lui stesso aveva ammesso che i genitori non gli permettevano di utilizzare la macchina di famiglia. Gli avevano tolto le chiavi ed era un divieto assoluto. Eppure, Benno qualche ora prima sapeva che quella sera avrebbe potuto utilizzarla. Il ragazzo, inoltre, ha spiegato di aver gettato l’arma del delitto e anche il suo cellulare. Gli inquirenti si chiedono per quale motivo ha buttato il cellulare invece di lasciarlo a casa durante l’occultamento dei corpi dei genitori. Un altro dettaglio che va analizzato è la sua richiesta alla scuola in cui faceva supplenza per allungare le vacanze di Natale di quattro giorni. Tutti questi elementi potrebbero dimostrare la premeditazione del delitto. Una pista che si scontrerà con la richiesta di una perizia psichiatrica. I parenti di Benno lo hanno descritto come un uomo manipolatore ed egoista, con tratti molto infantili. Aveva spesso deliri persecutori, tanto da fingere un’aggressione quando viveva in Germania, dove gli era stata diagnosticata una schizofrenia paranoie, che in Italia si era trasformata in una diagnosi di bipolarismo leggero.