Alda D'Eusanio: "Quando mio marito morì arrivai a 34 chili, volevo morire. Il mio pappagallo mi ha salvato"

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
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Alda D'Eusanio (Photo: getty - facebook)
Alda D'Eusanio (Photo: getty - facebook)

“Televisione, politica e amore. Sono viva e lo devo ad un pappagallo. Non appartengo a circoli, gruppi, sono sola, nel senso di libera”. Così Alda D’Eusanio si racconta sulle pagine del Corriere della Sera alla vigilia del 70esimo compleanno. La giornalista e conduttrice parla della tv di oggi e sulla sua carriera rivela:

“La guardo e mi chiedo perché mi attaccavano così tanto e in modo così brutale. Quando Marco Pannella mi mollò un panetto di hashish in diretta, fui processata dall’Ordine dei giornalisti e dalla giustizia ordinaria [...] Fui assolta, ma nessuno si spese in mia difesa”.

Durante l’intervista Candida Morvillo ricorda come nel 1993 la D’Eusanio denunciò sul Corriere “lo strapotere dei socialisti nel Tg2 di cui era conduttrice”. Oggi su quei fatti la giornalista e conduttrice dice di non essersi pentita, pur rivelando: “Anche se l’ho pagata: fui relegata per cinque anni alla notte”. E su come la prese l’amico politico socialista Bettino Craxi, Alda D’Eusanio racconta:

“Bene: erano cose che gli dicevo sempre. Era uno scontro continuo. Mi ero già rifiutata di fare lo spot del Psi per le Europee ’89. E poi non gli dovevo niente: ero stata assunta che non lo conoscevo e il successo arriverà dopo il tracollo socialista”.

Sposata dal 1983 con il professore di sociologia Gianni Statera fino alla morte di lui, avvenuta nel 1999, sul Corriere Alda D’Eusanio parla anche del suo compagno di vita incontrato all’università. Sulla scomparsa di Statera:

“Gianni se n’è andato in 15 giorni per un male fulminante. All’inizio, non mangiavo e non bevevo, ero arrivata a 34 chili, volevo solo morire. Poi, in un negozio, ho visto Giorgio, un pappagallo tutto piume e ossa che pativa un lutto e non mangiava più. L’ho portato a casa, a lui piace la pasta e, un rigatone lui e uno io, abbiamo ripreso a mangiare”.

Nel 2012 per Alda D’Eusanio un momento difficile: il coma dopo essere stata investita. Oggi rivela:

“Mentre ero in coma, preferivo morire: mi vedevo da fuori e stavo bene, nella luce. Invece, nonostante cinque emorragie cerebrali, tornai viva. Mi dissi: si vede che la vita mi deve ancora un sogno”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.