Alenia: Fornero, su art.18 scelta equilibrata. Le pensioni? Una 'botta'

(ASCA) - Torino, 23 apr - Per l'art.18 e' stata trovata ''una soluzione equilibrata''. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero, lo ripete senza esitazioni davanti a un migliaio di lavoratori dell'Alenia di Caselle. Per lei qualche fischio all'inizio del suo intervento, numerose interruzioni, ma alla fine anche un timido applauso di ringraziamento. Come promesso, il ministro si presenta alle 9,30 nella ''tana del lupo'', l'assemblea dei lavoratori Alenia, sollecitata, anzi quasi sfidata, dal piu' radicale dei sindacati, la Fiom, e creando non pochi malumori negli altri sindacati piu' collaborativi, Fim e Fismic, ma anche un po' di scompiglio nella Uilm, che a Torino apprezza e a Roma esprime qualche perplessita'. Il ministro ''ha avuto coraggio'' riconosce la Fiom. ''Non so se molti uomini del governo sarebbero venuti'', dice il segretario nazionale Fiom Giorgio Airaudo. ''E' la prima volta dopo quarant'anni che un ministro entra in una fabbrica'', osserva Maurizio Peverati, segretario piemontese della Uilm. Ma il copione resta quello previsto. Con le parti che non fanno nessuna concessione alle proprie posizioni di partenza. ''Non sono venuta a convincervi - premette del resto Fornero - ma a spiegare''. ''Non ci ha convinto - sottolinea, se ce ne fosse bisogno a fine assemblea, Airaudo -. Bisogna andare allo sciopero generale, bisogna bloccare il paese''. Davanti ai cancelli in mattinata sventolano le bandiere della Fim che ha promosso un presidio con un centinaio di militanti, sostenuti anche da Fismic e Ugl (Francoforte: 893716 - notizie) . ''Il ministro ha fatto una scelta personalistica e propagandistica, a suo uso e consumo, per sfoggiare una sua identita', ma non ha fatto un servizio ai lavoratori'', commenta al megafono il leader torinese della fim Claudio Chiarle mentre verso le 11 scioglie la manifestazione. ''Non vogliamo delegare a nessuno il nostro ruolo di rappresentanza - aggiunge Chiarle -. Oggi il ministro non ha fatto bene il suo mestiere che era quello di stare alla scirvania e convocare i segretari dei sindacati per discutere degli esodati''. A pochi metri una mezza dozzina di lavoratori in esubero di Agile Ex Eutelia, l'azienda che ne ha messi alla porta 1200 in Italia, di cui 300 in Piemonte. La delegazione con le ormai famose maschere bianche chiede di incontrare il ministro: ''Basta personalismi, e' ora di finirla di fare gli offesi - si sfoga Giulio Basile - noi vogliamo tornare a lavorare. A noi serve un sindacato unito. Invece si divide e noi ci caschiamo come fessi''. Tra i manifestanti della Fim-Cisl cala un silenzio rispettoso. Dentro e' ancora in corso il confronto. Fornero mette in gioco anche la sua storia personale, ''guadagnavo molto di piu' in Intesa-Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) , 250mila euro'' ricorda, ''avrei potuto essere una baby pensionata, ma amo il mio lavoro''. ''Questa riforma delle pensioni e' stata una botta - dice il ministro - lo ammetto. Ma quando il malato e' grave, non ci sono alternative''. Abbiamo un debito enorme che ci impone di trovare ''un miliardo al giorno'', sottolinea, ''non possiamo farne carta straccia o un grande falo''. La riforma del lavoro, afferma, ''non e' la riforma perfetta, lo sappiamo. Ma per noi e' quella giusta - dice ancora. Lavorero' con il Parlamento da oggi pomeriggio perche' la riforma venga approvata in tempi brevi''. Tocca il tema dell'articolo 18. Spiega cosa cambia davanti al giudice, ''vogliamo che si punti sulla conciliazione'', afferma, e che il processo duri meno. E tocca il capitolo degli esodati particolarmente sensibile in Alenia dove quasi 800 dipendenti avrebbero firmato l'accordo fuori tempo massimo. ''Bisogna rendere le persone occupabili anche a 50 anni'', insiste. Pierpaolo Calcagno delegato storico della Fiom Alenia solleva entrmbe le questioni. L'articolo 18 e' uno strumento di civilta' ha consentito battaglie e conquiste di diritti sull'ambiente e sulla salute che altrimenti con il ricatto del licenziamento non ci sarebbero state''. ''Il ministro mi ha ascoltato con interesse'', assicura quasi stupito Calcagno che, documenti alla mano, ricorda anche come la mobilita' Alenia sia stata ratificata e quindi sanata, dal ministero stesso ben 16 giorni dopo il limite massimo del 4 dicembre. ''Faremo una ricognizione'', promette il ministro. Gli operai domandano, controbattono, chiedono conto a Fornero di come mai si sia intervenuto cosi' massicciamente sul lavoro dipendente e poco sulla politica. Il ministro replica ''Posso avere delle opinioni ma non e' un tema su cui posso intervenire''. ''Qualche battibecco, il ministro e' stata interrotta anche durante le conclusioni ma tutto si e' svolto in modo molto civile'', sintetizza Airaudo, dopo la contestazione subita da Fornero sabato scorso, sfociata anche nel lancio di uova contro la sua auto. ''E' stata un'iniziativa - ha proseguito Airaudo - per far cambiare idea a questo governo, e ne faremo altre. Oggi non abbiamo convinto il ministro come lei non ha convinto noi. Per questo serve lo sciopero generale''. Sugli esodati, ha aggiunto Airaudo, ''il ministro ha convocato i sindacati e ha detto che fara' le sue proposte anche se c'e' un problema di soldi. Noi pensiamo che i lavoratori debbano andare in pensione con le regole vigenti al momento dell'intesa. Non si possono cambiare le regole del gioco a chi e' fuori dal gioco''. Critico anche il giudizio di Peverati: ''Sugli ammortizzatori, se scendono le coperture, significa che i lavoratori meno appetibili , dopo 18 mesi non avranno ne' stipendio ne' possibilita' di essere reintegrati, ne' pensione. Quanto all'allungamento dell'eta' pensionabile va bene solo per alcune categorie, ma ci sono lavori che non si possono fare fino a 67 nni. Sull'articolo 18 infine il problema delle imprese non e' la liberta' di licenziare, ma le tasse e la burocrazia''.

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