Alessandria, quando Vincenti diceva: "Cascina distrutta per invidia"

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"Perché è successo? Non lo so o meglio penso per pura e semplice invidia". Con queste parole Giovanni Vincenti spiegava all'Adnkronos l'esplosione della cascina di sua proprietà a Quargnento, costata la vita a tre vigili del fuoco. Fermato oggi, secondo il Procuratore l'uomo avrebbe rilasciato una "confessione piena ed esaustiva". 

"Negli anni - denunciava Vincenti solo qualche giorno fa - ho subito diversi atti dolosi, non siamo mai stati ben acquisiti da quel paese da quando ci siamo trasferiti. Siamo una famiglia un po' riservata, forse per questo non abbiamo mai avuto grossi rapporti con il vicinato, con il paese in particolare proprio mai, ma con i vicini niente al di là del saluto. Però - aggiungeva - ci sono una serie di situazioni che ho chiarito bene. Ieri (il 5 novembre, ndr.) poi sono riuscito con i carabinieri a dare un filo logico a tante situazioni che si sono verificate da quando eravamo lì a Quargnento e sono venute fuori due o tre ipotesi", precisava. "E' da ieri sera che verso lacrime, che cerco di capire - continuava -. Sto vivendo in modo drammatico, sono distrutto da dolore per questi tre ragazzi che sono morti sotto le macerie di casa mia dove abbiamo vissuto in armonia e amore tanti begli anni". 

"L'abbiamo fatta per viverci dentro tutta la vita - spiegava Vincenti parlando della casa distrutta - e invece è diventato un luogo di morte. Ieri sera quando ci sono andato, perché sono arrivato tre minuti dopo la seconda l'esplosione, perché sono stato chiamato all'una e cinque , all'una e dieci, ho visto una scena non potrò mai più togliermi dagli occhi". E ancora: "Stiamo patendo un grosso dolore, io, mia moglie, la mia famiglia per questi vigili del fuoco che sono rimasti sotto le macerie e per le loro famiglie. Questo ci sta distruggendo la vita, non possiamo farcene una ragione". 

"Ai carabinieri si", rispondeva quindi alla domanda se nei colloqui con gli investigatori avesse fatto qualche nome. "Ho appreso ieri sera al telegiornale che sono persona informata sui fatti", aveva detto ancora. "Dissidi familiari? Questa la cattiveria più grossa che potevano dire", chiariva Vincenti. "Non ho problemi con mio figlio assolutamente, andiamo d'amore d'accordo, come in tutti i rapporti ci sono gli alti e i bassi, quando se n'è andato via di casa perché la fidanzata voleva andare a Torino, io non l'ho presa benissimo siamo stati tre o quattro mesi un po' a litigare poi è finita".