Alessandro Borghese: "Non trovo personale: i giovani non vogliono più fare lo chef"

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(Photo: Rosdiana Ciaravolo via Getty Images)
(Photo: Rosdiana Ciaravolo via Getty Images)

“Non trovo personale, pochi giovani vogliono ancora fare lo chef”. A dirlo sulle pagine del Corriere della Sera è Alessandro Borghese, che racconta di essere alla perenne ricerca di collaboratori ma di faticare a trovare nuovi profili, sia per la cucina che per la sala.

Il racconto di Borghese riflette i dati forniti da Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi: ci sono 120 mila lavoratori a tempo indeterminato che durante la pandemia hanno scelto di cambiare mestiere, stanchi degli orari logoranti e degli stipendi bassi, e che non sono ancora stati rimpiazzati. La stagione estiva è stata affrontata coi lavoratori stagionali, ma con l’arrivo del mese di ottobre il problema si ripropone e le figure che mancano sono tante: dai cuochi agli aiuto cuochi, fino ai pizzaioli e ai baristi.

A chi gli domanda se “fare lo chef non vada più di moda”, Borghese risponde:

“Non credo che la figura del cuoco sia in crisi, ma ci si è accorti che non è un lavoro tutto televisione e luccichii. Si è capito che è faticoso e logorante... Oggi è cambiata la mentalità: chi si affaccia a questa professione vuole garanzie. Stipendi più alti, turni regolamentati, percorsi di crescita [...] In effetti prima questo mestiere era sottopagato: oggi i ragazzi non lo accettano”

Con le chiusure della pandemia, spiega lo chef, “tante persone hanno avuto la possibilità di stare in famiglia. E hanno cambiato mestiere per avere più tempo”.

“Il tempo, oggi, è la vera moneta [...] Sicuramente bisogna lavorare in modo diverso. Sta già succedendo: io ero aperto sette giorni su sette pre-pandemia, adesso cinque. Vorrei tornare a sei”.

Ma il problema sono le risorse, dice Borghese.

“Prima del Covid c’era la fila di ragazzi fuori dai ristoranti, oggi non si vuole più fare questo lavoro. Io ho un ritmo di due-tre colloqui al giorno, ma poi non riesco ad assumere, perché tanti non stanno davvero cercando, si vede che non sono interessati. Altri approfittano della situazione: sanno che c’è tanta domanda perciò fanno richieste eccessive”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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