Alessandro Borghi ricorda Stefano Cucchi dopo la sentenza: il tweet

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Finalmente abbiamo una condanna: Stefano Cucchi non è morto per “epilessia” o perché “caduto dalle scale” ma perché è stato brutalmente picchiato. La Corte d’Assise di Roma ha condannato a 12 anni di carcere per omicidio preterintenzionale i carabinieri responsabili del pestaggio. Alessandro Borghi, colui che ha vestito i panni di Stefano nel film “Sulla mia pelle”, ha scritto commoventi post social.

Alessandro Borghi ricorda Stefano Cucchi

Stefano Cucchi, a dieci anni dalla sua morte, ha ottenuto giustizia: la Corte d’Assise di Roma ha condannato a 12 anni per omicidio preterintenzionale i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. Sono stati loro a picchiare Stefano la sera dell’arresto nei locali della Compagnia Casilina e, quindi, a procurare la sua morte avvenuta una settimana dopo il fermo. Alessandro Borghi, colui che ha interpretato Cucchi nel film “Sulla mia pelle”, ha voluto gioire per l’esito della sentenza. Attraverso il suo profilo Twitter, l’attore ha scritto: “A Stefano. Sempre”. Un messaggio breve, ma che racchiude più di quanto si possa pensare. Anche se solo per finzione cinematografica, Alessandro è stato l’unico a vivere ‘sulla sua pelle’ quello che ha provato Stefano nelle ore e nei giorni successivi al suo arresto. Borghi ha sempre raccontato che questo ruolo rimarrà per sempre nel suo cuore, nella sua anima, perché ha sentito davvero la sofferenza, la paura e la disperazione che ha provato il geometra romano davanti a quello che è stato un abuso di potere.

Le parole di Alessandro

Alessandro ha poi dedicato qualche messaggio a Stefano anche su Instagram. Borghi ha condiviso una fotografia di Cucchi in compagnia del papà Giovanni e, a didascalia, ha scritto: “A voi”, aggiungendo un cuoricino. Nella Stories successiva, utilizzando un’immagine di una città in notturna che si riflette nell’acqua, ha scritto: “Oggi è un giorno pieno di giustizia. Lo sento anche dall’altra parte del mondo. Che non succeda più. Che tutti impatino a guardare gli altri negli occhi. Ciao Ste”. L’attore, nel corso della presentazione del film ‘Sulla mia pelle’ alla Mostra del Cinema di Venezia, aveva dichiarato: “Mentre giravamo e ripetevo le battute ho pensato spesso al fatto che Cucchi non abbia parlato perché era convinto di farlo una volta fuori dal carcere, ma più volte avrei voluto strillare ‘aiuto’ io al suo posto”. Una testimonianza, questa di Alessandro, che ci fa capire quanto sia risuscito ad entrare nel ruolo e quanto questa sentenza sia stata una vittoria non solo per la famiglia Cucchi ma per tutti gli italiani.

La sentenza

Dopo più di 8 ore di Camera di Consiglio i giudici della Corte d’Assise di Roma hanno condannato per omicidio preterintenzionale i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro e assolto Francesco Tedesco. Questa è la sentenza emessa nell’aula bunker del carcere di Rebibbia il 14 novembre 2019 al termine del processo Cucchi bis sulla morte di Stefano. Arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga, è deceduto il 22 dello stesso mese all’ospedale Sandro Pertini della Capitale. Il geometra romano non è morto per cause che potremmo definire accidentali, ma sono stati i carabinieri condannati a picchiarlo fino a procurargli lesioni mortali. Francesco Tedesco, invece, è stato assolto dall’accusa di omicidio preterintenzionale ma condannato a due anni e sei mesi per falso. Roberto Mandolini è stata condannato a 3 anni e otto mesi, mentre Vincenzo Nicolardi è stato prosciolto. La famiglia Cucchi ha finalmente ottenuto giustizia. Ilaria, subito dopo la sentenza, ha dichiarato: “Ci sono voluti 10 anni per dire che Stefano non è morto di suo, per dire che non è caduto dalle scale ma che è morto perchè ammazzato di botte. Ora può riposare in pace”.

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