Alessandro Di Battista è stato messo ai margini da Di Maio

Di Maio non vuole lo scontro frontale con Salvini e cerca il compromesso. Parola che, però, Di Battista ancora non ha imparato e, dunque, ecco che è sparito. (Credits – Getty Images)

Era l’asso nella manica del Movimento 5 Stelle, la stella tornata dalla lunga vacanza in America e che, sbarcato in Italia, aveva subito dato un’accelerata alla presenza dei Cinque Stelle sui media. Alessandro Di Battista, co-leader del Movimento assieme a Luigi Di Maio, sembrava lanciato a prendere proprio il posto del collega in caso di crollo nei sondaggi.

Di Battista da sempre ha rappresentato l’ala più oltranzista del Movimento 5 Stelle, l’attivista senza se e senza ma, che non scende a compromessi. Antiberlusconiano di ferro, giustizialista tout court, in un momento dove il Movimento sta soffrendo i compromessi di governo con la Lega. Il ritorno di Alessandro Di Battista dai lunghi mesi nelle Americhe sembrava perfetto per rimettere i Cinque Stelle in carreggiata dopo le sbandate targate Tap, Tav e tanto altro ancora che ha allontanato il partito di Di Maio dalle sue origini.

E appena tornato, effettivamente, il Dibba ha subito dato spettacolo. Presente in quasi tutte le trasmissioni tv di approfondimento politico, Di Battista si è fatto vedere al fianco di Luigi Di Maio prima sulle nevi, poi in viaggio verso Bruxelles, cavalcando l’onda antieuropeista. Ha anche spinto sull’acceleratore nello scontro con la Lega, quando disse senza mezzi termini “Salvini la smetta di rompere i coglioni” sulla Tav. Insomma, il Dibba era tornato e sembrava l’uomo giusto per risollevare le sorti del Movimento.

Eppure, qualcosa non ha funzionato. Qualcosa è andato storto e qualcosa si è rotto. Da settimane, infatti, Alessandro Di Battista è sparito dai radar, non è più attivo sui social, non partecipa al Villaggio di Rousseau e, di fatto, è stato messo ai margini. Ma da chi? E’ facile immaginarlo. Dal suo compagno e amico Luigi Di Maio. Ma perché? Anche qui è facile immaginarlo. Di Maio con il ritorno di Di Battista ha visto la sua leadership scricchiolare, l’ala più dura del Movimento si è allineata sulle posizioni del Dibba e ha chiesto che anche il governo avesse una sterzata. Ma questo non solo indeboliva Di Maio, ma metteva a serio rischio la tenuta del governo. Di Maio non vuole lo scontro frontale con Salvini e cerca il compromesso. Parola che, però, Di Battista ancora non ha imparato e, dunque, ecco che è sparito. Fino a quando?

(Duccio Fumero)

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