Alessandro Di Battista: "L'ultima settimana è stato un bagno di sangue per il Movimento"

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ROME, ITALY - SEPTEMBER 15: Alessandro Di Battista during the Press conference of the 5 Stars Movement on initiatives with regard to the privileged pension of parliamentarians in which they sign the renunciation of the privilege, on September 15, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Simona Granati - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: Simona Granati - Corbis via Corbis via Getty Images)
ROME, ITALY - SEPTEMBER 15: Alessandro Di Battista during the Press conference of the 5 Stars Movement on initiatives with regard to the privileged pension of parliamentarians in which they sign the renunciation of the privilege, on September 15, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Simona Granati - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: Simona Granati - Corbis via Corbis via Getty Images)

“Il fallimento dell’ala governista del M5S è un dato di fatto e solo chi è ‘interessato’ al governo o chi ormai ha la carta intestata ministeriale davanti agli occhi non riesce ad ammetterlo. Negano l’innegabile, difendono l’indifendibile inimicandosi ogni giorno migliaia di iscritti che, ingenuamente, cinque mesi fa, credettero alla barzelletta del ‘controlliamo dall’internò. Mai vista una débâcle tale nella storia repubblicana”. E’ il j’accuse verso il suo ex movimento di Alessandro Di Battista, che torna a puntare il dito contro la svolta governista del M5S su TPI.

Che aggiunge: “Non è vero che Draghi è grillino, sono certi grillini ad essere ormai irrimediabilmente diventati draghiani. Intimoriti o interessati, i ministri a 5 stelle hanno dato prova di incapacità politica, pavidità, accidia e inadeguatezza. Roba da chiedere scusa ai milioni di elettori che li hanno sostenuti, posto che molti di loro non gli rivolgerebbero più la parola”. “L’ultima settimana è stata un bagno di sangue - scrive Dibba - . Salario minimo sparito dai radar, Berlusconi proposto al Quirinale senza che nessun esponente del Movimento osasse aprire bocca, cash-back prima cancellato e poi sospeso per la gioia dei grillini draghiani che non si rendono neppure conto di essere stati intortati.

“Ieri si è iniziato a picconare il decreto Dignità e sempre ieri un pezzo della riforma sulla prescrizione è finita nell’oblio. Oltretutto lo stop alla prescrizione era una norma voluta da tutto il Movimento, presentata in campagna elettorale nel 2018 e che è costata la testa del ministro Bonafede. E i governisti, al posto di difendere una conquista, si calano le braghe facendo credere a questo punto che tale riforma fosse un capriccio dell’ex guardasigilli e non la linea politica scelta negli ultimi 10 anni”, conclude Di Battista.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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