Alessandro Falli: "Ho un tumore, la mia speranza è un farmaco negli Usa. Servono 20mila euro ogni 21 giorni"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
·2 minuto per la lettura
(Photo: Alessandro Falli/Facebook)
(Photo: Alessandro Falli/Facebook)

“Ho un tumore allo stadio terminale. La mia unica speranza è un farmaco negli Stati Uniti e per avere la cura servono 20mila euro ogni 21 giorni. Aiutatemi”. Alessandro Falli, 38enne di Cesano, racconta la sua storia in diversi filmati apparsi sulla sua pagina Facebook.

All’uomo, padre di due figlie, nel 2014 è stato diagnosticato un tumore alla mammella. Dopo due anni e mezzo di cure, la malattia sembrava sconfitta, ma nuovi esami hanno evidenziato delle metastasi alle ossa. Ora per lui sembra esserci un’unica strada: un farmaco sperimentale scoperto negli Stati Uniti, molto costoso

“Sono andato venerdì a Milano allo IEO (Istituto Europeo Oncologico) dove ho incontrato il dottor Giuseppe Curigliano, che studia nuovi farmaci e cure sperimentali”, dice nel video pubblicato sulla pagina “Tutti uniti per Alessandro Falli”, “Mi ha detto che ci sarebbe una possibilità legata ad un nuovo farmaco, scoperto in America quest’anno, ma non ancora accettato dall’AIFA (Agenzia del Farmaco Italiano). Un riconoscimento che non arriverà prima di un anno, un anno e mezzo, tempo che purtroppo io non ho. L’unica alternativa, mi ha detto - spiega Alessandro - è quella di trovare 20mila euro ogni 21 giorni, per comprarlo, farlo arrivare dagli Stati Uniti e somministrarlo”.

Da qui, la decisione di chiedere aiuto a chi volesse donare: “Non avrei mai pensato di abbassarmi a tanto ma ora comincio a crederci, perché ho viso tanta gente che mi sta dimostrando affetto e solidarietà. Il medicinale, se qualcuno volesse approfondire, si chiama Trastuzumab deruxtecan. Io ci provo e vi ringrazio, perché mi state dando tanta forza in un momento difficile. Ho messo l’Iban di mia moglie perché è lei che si carica di tutte le incombenze. Io tutte le mattine faccio la radioterapia e non sto bene e spesso non riesco ad uscire di casa. Vi ringrazio, grazie, grazie tante”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.