Alessandro Gassmann: "La maggiore età andrebbe alzata a 21 anni. Non è vero che a lasciare libero un figlio si fa il suo bene"

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- (Photo: Franco Origlia via Getty Images)
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“Non è vero che, a lasciare libero un figlio, si fa il suo bene. Infatti, la mia generazione ha figli allo sbando, impreparati, spaventati e profondamente ignoranti... La maggiore età andrebbe alzata a 21”. A parlare, intervistato sulle pagine del Corriere della Sera da Candida Morvillo, è l’attore e regista Alessandro Gassmann.

In questi giorni, l’artista è alla Mostra del Cinemadi Venezia per presentare fuori concorso il suo film Il silenzio grande, in uscita il 16 settembre e tratto da una pièce di Maurizio De Giovanni. Protagonisti gli attori Margherita Buy e Massimiliano Gallo. Gassmann lo definisce “film terapeutico” perché

″è una storia di persone che parlano e ascoltano. Oggi, tutti parlano ma nessuno ha più intenzione di sentire il pensiero dell’altro. Il silenzio grande è ambientato nel 1965 anche per raccontare quelle famiglie dove ci si guardava in faccia, le relazioni erano concrete, più profonde. C’è stato un lento, inesorabile, abbandono del mestiere di genitore. Io sono stato un padre amorevole, ma severo e rigido come mio padre con me”.

E a proposito dell’educazione dei figli, l’artista racconta di essersi anche “reso antipatico”:

“Mio figlio ha avuto il motorino a 16 anni, è potuto tornare tardi la sera a 18. Questo è: fino ai 18, fai quello che ti viene detto. Anzi, per me, la maggiore età andrebbe alzata a 21. Mi sono fatto rispettare, con dolcezza, ma con fermezza: con me, una discussione non si apre. Io dico “non esci”; tu non vuoi litigare con me; quindi, non esci. Bisogna essere duri, se serve, e dolcissimi il resto del tempo. E sempre pronti ad ascoltare. Sull’ascolto, tutto il merito va a mia moglie, che è molto più presente di me”.

E a chi gli domanda che figlio sia stato risponde:

“Sono andato male a scuola e ho avuto un’adolescenza un po’ da bullo. Sono diventato l’opposto grazie a mio padre che mi ha fatto diventare uno che riga diritto, dice sempre per favore e grazie”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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