Alessandro Gassmann ripropone 'Il nido del cuculo' alla Sala Umberto

(Adnkronos) - Prima il romanzo, poi il film, quindi la trasposizione teatrale: ha più vite e più autori l'opera 'Qualcuno volò sul nido del cuculo', che ora Alessandro Gassmann propone in scena, fino al 13 novembre, alla Sala Umberto di Roma: anzitutto, il libro di Ken Kesey pubblicato nel 1962 dopo che lo scrittore aveva lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano, per raccontare attraverso un delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera la vita dei pazienti del manicomio e i trattamenti a loro riservati; poi, la riduzione teatrale firmata nel 1971 da Dale Wasserman per Broadway, il cui adattamento scenico fu la base della sceneggiatura dell’omonimo film di Milos Forman interpretato da Jack Nicholson, pietra miliare nella storia del cinema.

Nella rielaborazione dello scrittore Maurizio de Giovanni, la vicenda viene trasportata dagli anni Sessanta in Usa agli anni Ottanta a Napoli, anzi per l'esattezza al manicomio criminale di Aversa nel 1982, l'anno della vittoria dell'Italia ai Mondiali di calcio. Alessandro Gassmann firma la regia dell'opera, che vede un cast formato da una dozzina di attori, fra cui il protagonista Daniele Russo, per un testo che, sottolinea il regista, vuole essere "una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche e soprattutto una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini; un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere".

Spiega Alessandro Gassmann nelle sue note di regia: "La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Temi tutti straordinariamente presenti in 'Qualcuno volò sul nido del cuculo'. Tutto ha inizio con l’arrivo di un nuovo paziente che deve essere 'studiato' per determinare se la sua malattia mentale sia reale o simulata: la sua spavalderia, la sua irriverenza e il suo spirito di ribellione verso le regole che disciplinano rigidamente la vita dei degenti, porterà scompiglio e disordine ma allo stesso tempo la sua travolgente carica di umanità contagerà gli altri pazienti e cercherà di risvegliare in loro il diritto di esprimere liberamente le loro emozioni e i loro desideri".

(di Enzo Bonaiuto)