Alessandro Marinella, la quarta generazione della celebre maison di Napoli che ha fatto la storia della sartoria italiana

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Alessandro Marinella (classe ’95) è la quarta generazione di una dinastia che fa parte della storia di Napoli e dell’Italia intera. Un riferimento dell’arte sartoriale fondato da Don Eugenio Marinella all’inizio del secolo scorso e che ha portato nel 1914 lo stesso ad aprire in Piazza Vittoria, nella stupenda città partenopea, il primo negozio di cravatte. Una “vetrina” che si affaccia sull’orizzonte, un’azienda divenuta poi simbolo universale di artigianalità, di accoglienza, di eccellenza, di napoletanità che ha cinto non solo il collo delle personalità più influenti del mondo (Churchill, Kennedy, Kohl, Agnelli, Onassis, Mastroianni, De Sica, Totò, Elton John, Mitterand, Chirac, principi, regnanti, inquilini del Quirinale e gran parte del jet set planetario), ma anche di ogni appassionato di eleganza che ha fatto proprio un accessorio che si indossa e si tramanda da decenni. Un nome, Marinella, che in ogni sua fantasia, in ogni suo taglio, in ogni prodotto riflette il sole, il mare, i colori e l’anima di Napoli come specchio di se stessa.

Dimostrare che a Napoli, da Napoli e restando a Napoli si possono fare grandi cose, è stata la “mission” e il credo sia dei capostipiti Don Eugenio e Don Luigi Marinella che, oggi, di Alessandro (figlio di Maurizio, attuale Presidente e AD della Maison), colui che muove i primi passi al Liceo Scientifico Mercalli in Chiaia, poi si laurea presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in economia aziendale ed infine va specializzandosi in corsi di formazione e perfezionamento. Esperienze educative e propedeutiche che – seppur giovanissimo – lo hanno condotto in diversi continenti.

Un marchio una leggenda, che porta il cognome di una famiglia importante, all’interno della quale sicuramente il padre è il fulcro vitale, vero uomo d’altri tempi, imprenditore affermato e faro imprescindibile per tutti di opere e di idee. Un genitore presente, un simbolo assoluto che ha formato nel corso degli anni il figlio Alessandro sia dal punto di vista personale che professionale, facendolo crescere, insegnandogli la complicata abilità del commercio, ma soprattutto affidandogli il compito più arduo: traghettare nel futuro – attraverso un processo di transizione tecnologica – la rinomata griffe campana. Non solo avvicinare le persone, farle sentire a casa, offrirgli un semplice caffè, instaurare con loro un rapporto umano dopo un acquisto in boutique, ma anche e soprattutto adattarsi al nuovo che avanza, il progresso che incalza con l’e–commerce.

Data l’età, Marinella Junior, è un social media ed influencer marketing, settore e specializzazione che egli ha cominciato ad esplorare in prima persona sin dai fasti della scuola e dell’adolescenza. Attraverso l’uso dei suoi profili Instagram, Facebook e LinkedIn, Alessandro, da vera icona di stile quale è, racconta (tramite i potenti s. media) ogni giorno alla sua generazione cos’è attualmente il Made in Italy, con immagini, storie, esperienze personali, rammemorando in modo particolare la sua vita, il suo brand, e il ruolo che svolge in quel contesto, ma soprattutto cosa significa esportare lo “style” tricolore negli anni duemila. “Non mi sento ancora tale, ma punto ad essere un’icona di stile”.

Un “album dei ricordi del presente” attraverso il quale la giovane promessa dedica uno spazio molto importante alla promozione della transizione tecnologica in casa E.Marinella, dei nuovi prodotti, dei nuovi progetti ma anche di autorevoli “firme” che lo scelgono come testimonial in virtù della sua credibilità, del suo seguito, della sua genuinità, ma soprattutto della sua importanza nel mondo contemporaneo della moda. Largo spazio nei post, nei tweet e nelle sue foto è dedicato anche al rapporto con il padre Maurizio. Partire da Napoli, restare a Napoli ed evolversi a Napoli è un concetto ben presente nella mente di Alessandro anche grazie ai numerosi viaggi che lo vedono presente in rassegne, kermesse e fiere e nei popolarissimi monomarca tra New York, Milano, Londra ed il tanto amato Giappone. “Un napoletano del futuro”, questa forse la giusta definizione, sempre con la valigia in mano ma con occhio vigile e un pensiero incessante verso la città azzurra; da quella finestra che guarda il mare e che continuerà ad essere sovente e per sempre casa sua nel cuore pulsante di Piazza Vittoria.

Con me l’azienda ha avuto una grossa spinta nel mondo del digitale, un mondo che ovviamente è distante dalla visione di mio padre e devo ammettere che vivendo quotidianamente l’emozione del commercio, fatto di incontri dal vivo, di contatto fisico o vedere e toccare i tessuti con mano, è qualcosa di unico ed inimitabile, però – d’altro canto – è altresì vero che stiamo entrando sempre di più nel nuovo millennio e con l’avvento del Covid questo processo si è accelerato naturalmente”.

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