Alessandro Pasini è stato condannato per aver bruciato Sabrina Beccalli ma non per averla uccisa

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AGI - Alessandro Pasini, accusato di avere ucciso Sabrina Beccalli, è stato assolto dall'accuso di omicidio volontario e condannato a sei anni per i reati di incendio e distruzione di cadavere. Lo riferisce all'AGI il suo legale, Paolo Sperolini. La sentenza è dei i giudici del Tribunale di Cremona che lasciano così un punto interrogativo su chi abbia assassinato la donna trovata morta nella sua Fiat Panda data alle fiamme la notte del 15 agosto del 2020 nel Cremasco.

Dopo essere stato assolto dall'accusa di avere ucciso Beccalli, Pasini è già uscito dal carcere di Monza dove era detenuto in custodia cautelare.  "La condanna a sei anni per incendio e distruzione di cadavere verrà scontata solo se dovesse diventare definitiva. È stato quindi subito scarcerato perché assolto dall'omicidio".

"Una sentenza assurda"

"È una sentenza assurda, che ci lascia attoniti e non sta né in cielo né in terra" dice all'AGI l'avvocato Ennio Antonino Andronico che assiste la famiglia Beccalli (tre fratelli e il figlio) "Siamo allibiti anche perché è stato assolto con la formula 'il fatto non susssite'. Dovrebbero dirci allora di cosa è morta questa ragazza visto che non c'è prova di altro. Droga? No perché lo stesso imputato ci ha detto che hanno consumato un grammo di cocaina e non si muore per mezzo grammo. E poi perché lui avrebbe incendiato l'auto? È una cosa che non sta né in cielo né in terra. Le motivazioni saranno tra 30 giorni, vedremo. Confidiamo in un appello della Procura".

La versione della difesa

"Siamo soddisfatti della sentenza. Pasini è stato condannato per i reati che aveva confessato, incendio e distruzione del cadavere, e assolto da quello di omicidio da cui si è sempre detto estraneo. Forse Sabrina è morta per un malore" ha detto l'avvocato Paolo Sperolini "L'assoluzione con la formula 'il fatto non sussiste' sembrerebbero alludere alla possibilità che la donna non sia stata ammazzata ma sia morta per altra causa: "Forse per un malore o una caduta" ipotizza il legale, spiegando che erano stati effettuati accertamenti sui resti della Beccalli dal cui esame, per l'esiguità del materiale autoptico, non poteva provenire con certezza un responso sulle cause. Il rapporto tra i due, chiarisce, "era di amicizia, erano amici da molto tempo".

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