Alessia Pifferi, il finto battesimo di Diana per ricevere soldi in regalo

Alessia Pifferi, il finto battesimo di Diana per ricevere soldi in regalo (Foto Facebook)
Alessia Pifferi, il finto battesimo di Diana per ricevere soldi in regalo (Foto Facebook)

Davanti ai poliziotti che l'hanno arrestata e condotta al carcere di San Vittore si sarebbe definita "una buona mamma". Eppure, è stata proprio la 36enne Alessia Pifferi a lasciare morire la sua bambina di soli 18 mesi. Se n'è andata a Leffe, dal compagno, lasciando sola in casa la piccola Diana. Accanto al suo corpo senza vita sono stati ritrovati solo un biberon e un tranquillante. Dalle indagini sembrerebbe che la donna avesse già lasciato sola in casa la figlia e pare avesse organizzato un finto battesimo solo per ricevere soldi in regalo.

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Alessia Pifferi è la donna che ha lasciato morire di stenti la sua bambina. Era tornata a Milano, ma senza passare di casa per premurarsi delle condizioni della piccola. Durante l'interrogatorio con il pubblico ministero, Francesco De Tommasi, la donna si sarebbe mostrata lucida e pare non abbia neppure versato una lacrima. Il pm non ha dubbi: si tratterebbe quindi di una donna "pericolosa" e capace di perpetrare qualsiasi atrocità pur di "assecondare i propri bisogni personali".

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Dal quadro emerso in seguito alla morte di Diana, sembra che la donna non si fosse mai presa cura della piccola. Alesia Pifferi non voleva la sua bambina, nata nel bagno della casa di Leffe, quella del compagno elettricista, senza sapere chi fosse il padre. A detta della mamma, inoltre, neppure sapeva di essere incinta.

Tuttavia, come riporta il Corriere della Sera, la donna avrebbe "sfruttato" la piccola per soddisfare i suoi interessi personali. E' successo in occasione del battesimo di Diana, annunciato ma mai avvenuto. Per l'occasione, sebbene non ci sia mai stata una festa per celebrare il momento, Alessia Pifferi ha raccolto soldi e un braccialetto d'argento regalati alla bimba.

I risultati dell'autopsia su Diana

Dai primi esiti dell'autopsia sul corpo della piccola Diana, non è emersa alcuna causa evidente della morte. Da quanto appreso i medici si sono riservati di fornire risposte più precise solo quando avranno a disposizione parametri certi dagli ulteriori accertamenti. Ci vorranno alcune settimane per una prima relazione degli esperti, nominati nell'inchiesta della Squadra mobile, coordinata dal pm di Milano Francesco De Tommasi.

Sarà comunque complicato individuare una causa precisa della morte avvenuta, già stando ai primi accertamenti, per stenti. Decisivi saranno anche gli esti delle analisi della Polizia scientifica sul latte del biberon, trovato accanto alla piccola, per accertare se contesse benzodiazepine (c'era una boccetta di tranquillante in casa).

Intanto, il quadro probatorio per la Procura è talmente solido che si arriverà probabilmente nei prossimi mesi ad una richiesta di processo con rito immediato per omicidio volontario pluriaggravato a carico della donna.