Alessia Pifferi non è pentita di aver lasciato morire la figlia: il motivo

Alessia Pifferi non è pentita di aver lasciato morire la figlia: il motivo (Foto Facebook)
Alessia Pifferi non è pentita di aver lasciato morire la figlia: il motivo (Foto Facebook)

Emergono nuovi dettagli sull'atroce scomparsa della piccola Diana, la bimba lasciata morire di stenti dalla propria mamma, Alessia Pifferi, che non appare pentita. Lo ha spiegato il suo avvocato.

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Ha lasciato sola per 6 giorni la sua bambina. Accanto al suo corpo, ritrovato ormai privo di vita, soltanto un biberon e un tranquillante. Alessia Pifferi, la 36enne madre della piccola Diana, si era allontanata da casa per raggiungere il compagno a Leffe, nella Bergamasca, in quella stessa casa dove pochi mesi prima era nata la sua bambina. Il 58enne, elettricista, non sapeva che Diana era rimasta sola. A lui Pifferi aveva raccontato che la figlia si trovava in vacanza con una parente. La 36enne era persino tornata a Milano, ma senza alcuna intenzione di passare per casa. Dopo l'interrogatorio, la donna è apparsa lucida e consapevole: per il pm è una "madre pericolosa e senza scrupoli". A fornire una versione differente è l'avvocato della donna, che in un'intervista a Fanpage.it ha spiegato perché Alessia Pifferi non è pentita di ciò che ha fatto

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L'avvocato Solange Marchignoli ha ricostruito l'incontro avuto con la donna in carcere ed escluso per il momento un pentimento. "La frase di pentimento potrebbe arrivare da una persona che ha compreso quello ha fatto. Non è il suo caso. Ha capito solo in parte quello che è successo ed è distrutta dal dolore", ha spiegato. A sua detta "lei non è un'assassina lucida, vive in questo momento in una bolla e si fa fatica a comunicare".

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Quindi ha aggiunto: "Non sa che l'opinione pubblica è molto dura nei suoi confronti. Non potrebbe essere diversamente perché il fatto è gravissimo, oltre ogni idea di bene e male".

La nonna della bimba: "Per me Alessia non esiste più"

Su Fb, dopo aver saputo della morte per stenti della nipotina di 18 mesi lasciata in casa da sola a Milano, Maria aveva definito sua figlia Alessia, ora in carcere per omicidio, "un mostro". Parlando poi con "Il Giorno" ha detto di aver "scritto quelle parole in un momento di rabbia. Comunque non voglio più saperne di lei: per me non esiste più".

"Vedevo la mia nipotina in videochiamata e non notavo nulla di strano. Se avessi saputo quello che succedeva, sarei corsa a Milano. Non ne avevo idea. Io vivo lontano, a Crotone. Non potevo immaginare una cosa simile" ha aggiunto Maria, arrivata a Milano appena ha saputo della morte di Diana.