Alessia Piperno libera, le tappe dellla vicenda

Instagram / Alessia Piperno

AGI - Dopo più di quaranta giorni si è conclusa, felicemente, la vicenda di Alessia Piperno, giovane travel blogger italiana arrestata a fine settembre in Iran e rilasciata oggi.

28 settembre

È il giorno del 30esimo compleanno di Alessia, l'ultima volta che i genitori la sentono dall'Iran, dove è arrivata qualche mese prima, una tappa nel suo viaggio in giro per il mondo iniziato nel 2016. A loro dice che la sera festeggerà con degli amici, lontano dalla zona dove ci sono le manifestazioni di protesta scoppiate nella Repubblica islamica dopo la morte di Mahsa Amini il 16 settembre.

3 ottobre

La famiglia, senza notizie da quattro giorni, dà l'allarme con un post su Facebook. Il padre scrive di aver ricevuto una telefonata nella quale la figlia, piagendo, gli dice di essere stata arrestata e di trovarsi nella prigione di Evin, a Teheran, tristemente nota come luogo di reclusione di prigionieri politici e dissidenti. La Farnesina si attiva per verificare la notizia, in raccordo con l'ambasciata italiana nella capitale iraniana.

15 ottobre

Nella notte scoppiano disordini nel carcere di Evin e un grosso incendio. Si teme per la sorte di Alessia, ma la Farnesina rassicura sulle condizioni della ragazza.

23 ottobre

Il neo ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, telefona al padre di Alessia per rassicurarlo dell'impegno della diplomazia per la liberazione della figlia. "Sto seguendo con il massimo impegno e con grande determinazione il caso di Alessia Piperno. Lo ho ribadito al padre Alberto durante una lunga e cordiale telefonata", scrive su Twitter il titolare della Farnesina.

10 novembre

Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, sente al telefono Tajani ed esprime l'auspicio di "un'espansione delle relazioni politiche, economiche e culturali tra i due Paesi". Poche ore dopo Palazzo Chigi annuncia la scarcerazione della Piperno. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, telefona ai genitori per avvertirli e ringrazia pubblicamente i servizi di intelligence, il sottosegretario Mantovano e il ministero degli Esteri per aver riportato a casa la giovane.