“Alexa, apri il pollaio”: uova fresche a portata di app

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Uova fresche a chilometro zero con i pollai urbani. In Italia è consentito tenere, senza bisogno di permessi ma solo con regolare denuncia come per qualsiasi animale domestico, fino a 10 galline. Chi le alleva le considera “pets with benefits”: il piacere e la cura di un animale da compagnia che in cambio ci fornisce l’ovetto quotidiano. L’impegno che richiedono, assicura chi le ha, non è eccessivo, ed esistono ormai sul mercato molti smart gadget per rendere la vita del pollicoltore cittadino facile quanto usare una app.

Svegliarsi con le galline non serve: niente alzatacce per aprire la porta del pollaio dove trovano riparo la notte. Basta installare una porticina smart azionabile con un timer collegato alla app dedicata tramite Wi-Fi. Il setup permette di controllare i tempi di apertura e chiusura, regolandolo in base alla stagione o alla presenza di luce, e in alcuni modelli è compatibile con gli assistenti demotici di Amazon e Google. Basta dire “Alexa, apri la porta del pollaio” per risparmiarsi l’uscita in giardino all’alba, o per chiudere a distanza l’entrata una volta che le galline sono rientrate per la notte (a quanto pare lo fanno in autonomia al calare del sole), senza timore di schiacciarle grazie a un sensore che blocca la porta se uno dei volatili è a metà strada. Ma c’è di più: se temiamo l’intrusione di gatti o volpi, esistono delle porte capaci di individuare l’avvicinamento di un predatore e bloccare l’accesso.

App dedicate consentono di tenere sotto controllo i livelli di cibo nella mangiatoia e acqua negli abbeveratoi, installando dei distributori controllabili da remoto, insieme a telecamere con visione notturna. In questo modo si possono coprire anche giorni di assenza del proprietario, come weekend e brevi vacanze, senza bisogno di trovare qualcuno che si prenda cura delle galline. Per ottimizzare la produzione di uova, poi, bisogna tener presente che una gallina ovaiola ha bisogno di circa 14 ore di luce per deporre. Il motivo è biologico: inutile mettere al mondo pulcini durante l’inverno. Per aggirare il problema, all’interno del pollaio di possono garantire ore di luce supplementari, badando anche che la temperatura non scenda sotto gli 11 gradi. Tutti obiettivi raggiungibili con un impianto di illuminazione e di riscaldamento controllabile da remoto, magari anche qui con l’aiuto di una app che aggiusti i tempi a seconda della stagione, e di sensori e termostati capaci di rilevare le condizioni atmosferiche e climatiche per aggiustare il tiro al bisogno. Per mettersi al riparo dai blackout o per avere l’autosufficienza energetica, il pollaio si può dotare di pannelli solari che forniranno a tutti i dispositivi intelligenti l’elettricità necessaria per funzionare anche in assenza di collegamento alla rete.

Indispensabile, poi, scaricare app di tracking come Flockstar o Eggspense, che permettono di memorizzare i dati di ogni gallina, il numero di uova deposte, e anche il rapporto tra spese e uova prodotte (in soldoni: quanto costa portare in tavola un uovo delle nostre galline). E per i più smart, arriva in aiuto anche la tecnologia RFID (trasmettitori a bassa frequenza come quelli usati nei negozi per inventari e come anti taccheggio). Basta associare un sensore a ogni gallina tramite una fascetta sulla zampa per far sì che ogni pennuto abbia la sua propria carta di identità, e controllare così chi entra esce dal pollaio, verificare anche a distanza se tutte sono tornate per il ricovero notturno, e anche controllare dove e come vengono deposte le uova, associando i sensori ai singoli nidi.

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