Alexandre Del Valle: Macron coraggioso contro l’islamismo

Red
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Città del Vaticano, 15 mar. (askanews) - Il presidente francese Emmanuel Macron è stato 'coraggioso' perché 'ha capito che c'è un vero problema con l'islamismo'. Alexandre Del Valle, politologo, filosofo e giornalista francese di origini italiane, commenta il dibattito in corso sulla controversa proposta di legge 'a sostegno dei principi della Repubblica', sottolineando di condividere le perplessità sollevate dalle Chiese cristiane d'Oltralpe, da quando la nuova normativa, inizialmente concepita per contrastare il 'separatismo', ha cambiato il suo raggio d'applicazione.

Il progetto di legge, adottato in prima lettura dei deputati a febbraio, sarà esaminato dal senato a partire dal 30 marzo. La normativa, promossa da Macron in coincidenza con la ripresa degli attentati terroristici, introduce un giro di vite sulla scolarizzazione domestica, i matrimoni combinati, i finanziamenti esteri dei luoghi di culto, la propaganda online, e si applica a tutte le comunità di fede.

'Macron è stato coraggioso, è un uomo intelligente, ed è stato capace di capire che c'è un vero problema con l'islamismo: in Europa, insieme all'Austria, è l'unico uomo di Stato moderato, non populista, che ha preso questa posizione e merita di essere sostenuto dagli altri governi europei', afferma Del Valle, che non appartiene alla stessa famiglia politica dell'inquilino dell'Eliseo, essendo Repubblicano, ma precisa di non essere 'obiettivo' sul tema della legge perché è stato tra gli esperti chiamati a dare il proprio apporto alla commissione parlamentare del Senato che ha elaborato la prima versione del progetto di legge. In particolare, secondo lo studioso, Macron è stato colpito dagli 'insulti molto sgarbati e gravi' del presidente turco Recep Tayyip Erdogan per le misure restrittive contro individui e organizzazioni legate all'Islam radicale dopo l'uccisione di Samuel Paty, l'insegnante di scuola media sgozzato il 16 ottobre nella periferia nord di Parigi dopo che aveva mostrato vignette satiriche sul profeta Maometto durante una lezione in classe sulla libertà d'espressione.

Secondo Del Valle, 'Macron a un certo punto ha realizzato che nel passato era forse stato un po' ingenuo e che tra Fratelli musulmani, Turchia e Qatar c'è un rischio di separatismo, convergono nello stesso scopo di impedire l'assimilazione dei nostri connazionali musulmani per creare una specie di contro-società che gode di tutti i vantaggi enormi dello Stato sociale francese ma che in cambio non rispetta tutti i doveri di una società che è storicamente molto laica'. Il fenomeno del radicalismo islamista c'era già prima, ma 'negli ultimi venti anni è molto accelerato ed è diventata motivazione di preoccupazione dei nostri servizi, la questione numero uno, perché dà fuoco ad altri fenomeni, la delinquenza, il tribalismo. L'islamismo ha la capacità di riunire tutti gli scontenti, e grazie all'alleanza con i Black live matters francesi, i black muslims, le bande di delinquenti trasformano le periferie francesi in una futura Beirut. Da qui la volontà, molto pragmatica, di Macron di porre rimedio. Il presidente all'inizio era un Justin Trudeau francese, per buonismo e per liberismo, puntava ad avere una società inclusiva. Ma col tempo si è reso conto che ci hanno preso in giro: gli islamisti usano il pluralismo per promuovere una contro-società'.

In una lettera aperta apparsa nei giorni scorsi su Le Figaro, i tre principali esponenti delle confessioni cristiane presenti in Francia, l'arcivescovo Éric de Moulins-Beaufort, president della conferenza episcopale cattolica, il pastore François Clavairoly, presidente della federazione protestante di Francia, e il metropolita Emmanuel Adamakis, del patriarcato ecumenico in Francia, hanno protestato vivamente. A loro avviso, la nuova legge rischia di snaturare quella del 1905 sulla separazione tra Stato e Chiesa (il progetto di legge rischia di 'attentare alle libertà fondamentali che sono la libertà di culto, la libertà di associazione, di insegnamento e anche la libertà di opinione già maltrattata da una polizia del pensiero che si installa sempre più nello spazio comune'), ma può anche avere un effetto boomerang: 'Come sperare che tali disposizioni - si domandano i tre leader cristiani - diano ai nostri concittadini musulmani fiducia nella volontà della Repubblica di permettere loro di vivere la fede con libertà e senso di responsabilità e di praticare la loro religione nei soli obblighi del rispetto dell'ordine pubblico?'.

Il 'problema', prosegue Del Valle, è che 'le componenti di sinistra e comunitariste della coalizione che sostiene Macron hanno chiesto di non fare una legge sul separatismo islamico, per non discriminare: il presidente ha dovuto cedere in funzione elettorale e quindi ora il progetto di legge si chiama 'rafforzare i principi repubblicani'. Da qui il malcontento delle Chiese cristiane che accusano il governo di voler fare una guerra laicista e mette che mette allo stesso livello i separatisti islamisti e i cattolici, che oggi non danno più fastidio a nessuno, i protestanti, gli ortodossi, ma anche altre religioni come l'ebraismo'. Ed 'effettivamente ora c'è il rischio che la Repubblica sia non più laica ma laicista, che si intrometta nei programmi, nelle prediche, nei sermoni, che controlli le Chiese. Ci sono ad esempio sacerdoti contrari al matrimonio gay che in Francia è legge: può succedere che venga sanzionata la Chiesa per questo?'.

Secondo il politologo, la proposta di legge 'all'inizio era chiara, ora, facendone una legge generale su tutte le fedi, si rischia che alla fine controllerà il pensiero religioso: non più una legge che controlla la deriva politica delle religioni ma che fa una censura ideologica dello stesso pensiero religioso. Io personalmente non ho timori ma capisco i timori delle Chiese'.

Quanto all'effetto boomerang sulle comunità musulmane, e il rischio, più generale, che si affronti la questione musulmana con i soli strumenti della repressione poliziesca, distingue: critica quella che è una linea di pensiero molto presente soprattutto nel dibattito francese delle ultime settimane, 'islamo-gauchisme', la sinistra filo-islamista, ossia 'la convinzione, diffusa tra sociologi, filosofi, pensatori, professori, che l'islamismo sia il nuovo proletariato e ci voglia un'alleanza nella logica della rivoluzione permanente'. Secondo Del Valle, 'criticare una deriva poliziesca nella gestione dell'islam è un falso dibattito: oggi l'unica religione che pone un problema di sicurezza non è l'islam ma l'islamismo. Ci trattano da islamofobi perché vogliamo impedire agli islamisti di sviluppare una contro-società. E' vero che una soluzione poliziesca non è la sola buona risposta, ma a volte è necessaria: i Fratelli musulmani in Francia diffondono testi di Youssef al-Qardaoui nei quali si spiega come uccidere gli omosessuali, le donne adultere, gli apostati, le persone che fanno blasfemia'.

D'altro canto, conclude il politologo francese, 'non si dovrebbe fare una legge contro le religioni, ma semplicemente applicare la legge contro tutte le disposizioni che, presenti nella sharia ufficiale o in quella interpretata dagli islamisti, invitano a uccidere'. In questo senso, 'capisco la reazione delle Chiese: non c'è bisogno di una nuova legge, sarebbe sufficiente applicare rigorosamente la legge esistente e impedire tutto ciò che incita all'odio'. E invece nel momento in cui il progetto di legge contro il 'separatismo' è stato allargato a tutte le comunità di fede rischia di 'lasciare tutti insoddisfatti'.

Per Del Valle, ad ogni modo, la legge continua a conservare una sua validità: 'Un secolo fa non c'era la questione dell'islam, oggi sì. E l'islam è intrinsecamente politico: c'era bisogno di una legge che chiarisse la distinzione: rispettiamo la fede, la pratica religiosa, la teologia ma tutto ciò che è politico non può essere accettato. Alla sua epoca Napoleone accetto tutto dell'ebraismo ma non l'inferiorità che all'epoca veniva riservata alle donne ebree: disse 'accetteremo tutto quello che non è contrario alla legge': oggi lo stesso andrebbe fatto con gli islamisti'.