Individuato il presunto assassino di Yara Gambirasio, è Massimo Giuseppe Bossetti

"Le Forze dell'Ordine, d'intesa con la Magistratura, hanno individuato l'assassino di Yara Gambirasio. Secondo quanto rilevato dal profilo genetico in possesso degli inquirenti, l'assassino della piccola Yara è una persona del luogo, dunque della Provincia di Bergamo". Ne dà notizia il ministro dell'Interno Angelino Alfano e stanno mano a mano trapelando ulteriori dettagli.

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L'uomo è il fantomatico figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, come già confermato dal DNA, la cui identità era fino ad ora ignota. Fino all'annuncio di Alfano il killer era stato chiamato 'ignoto 1'. Ora, invece, ha un volto e un nome. Si chiama Massimo Giuseppe Bossetti, ha 44 anni, è sposato e padre di tre figli, vive a Clusone, vicino Brembate. E' incensurato. Secondo alcune indiscrezioni avrebbe anche una sorella gemella. Sarebbe stato fermato nella sua abituazione dopo che, a incastrarlo, sarebbe stato il dna, corrispondente per oltre il 99% a quello trovato sugli slip della ragazzina. Ecco il suo volto, in un'immagine proveniente dal suo account Facebook.

Giuseppe Massimo Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio

Bossetti è stato interrogato nella caserma di Bergamo, accompagnato dal legale d'ufficio, Silvia Gazzetti; qui l'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere e probabilmente nelle prossime ore incaricherà un altro avvocato. Bossetti ha respinto ogni accusa e si è dichiarato sereno. Dopo l'interrogatorio è stato portato in carcere, nella casa circondariale di via Gleno, a Bergamo. All'uscita si era radunato, di fronte alla caserma, un folto gruppo di persone, che hanno atteso il presunto omicida per indirizzargli la loro rabbia. Ma c'è stato anche chi ha applaudito alle forze dell'ordine e gli sforzi investigativi che hanno permesso l'individuazione del presunto colpevole.

Le ipotesi sull'uomo e sulla sua relazione con Yara sono ancora molte e nebulose. E' possibile che Bossetti, che ha tre figlie, l'abbia incrociata proprio nella palestra dove la vittima si allenava.

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Il ministro degli Interni Alfano ha dichiarato con grande soddisfazione: ''L'Italia e' un Paese dove chi uccide e chi delinque viene arrestato e finisce in galera. Puo' passare del tempo o puo' finirci subito. Ma questo e' il destino che attende i criminali''.

Ricordiamo che già nell'aprile scorso l'ultima conferma sul DNA non lasciava adito a molti dubbi: l'autista di Gorno Giuseppe Guerinoni, morto nel 1999, era il padre del presunto killer della 13enne uccisa a Brembate il 26 novembre 2010 e il cui corpo fu trovato esattamente tre mesi dopo in un campo di Chignolo d'Isola. Questo il riscontro emerso nell'ultima relazione dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo, la stessa che aveva eseguito l'esame sulla salma della giovane vittima. La relazione avrebbe dimostra che la probabilità che Guerinoni fosse il padre del cosiddetto 'Ignoto 1' era del 99,99999987%, una paternità praticamente provata scientificamente.

Video - Individuato e fermato l'assassino di Yara Gambirasio

Yara Gambirasio era scomparsa nel pomeriggio del 26 novembre del 2010 uscendo dalla palestra di Brembate Sopra, distante solo 800 metri da casa. La ragazzina non è mai tornata dai genitori e le ricerche delle forze dell'ordine si sono immediatamente concentrate in un cantiere edile a Mapello, a poca distanza dall'abitazione della giovane. Al contrario, però, iI cadavere di Yara viene ritrovato tre mesi più tardi, il 26 febbraio 2011, in un campo di Chignolo d'Isola, a circa 10 km dal luogo della scomparsa. A partire dal ritrovamento hanno avuto inizio le ricerche degli inquirenti sul dna ritrovato sul suo corpo.

"Ringraziamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, per l'impegno massimo, l'alta professionalità e la passione investiti nella difficile ricerca di questo efferato assassino che, finalmente, non è più senza volto", ha concluso Alfano.

 

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