Alfano: Ncd non vuole votare con proporzionale post Consulta

ROMA (Reuters) - Il Nuovo centrodestra, costola staccatasi dal Pdl, guidato dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, non vuole andare al voto con la legge elettorale proporzionale emersa di fatto dalla sentenza della Consulta che ha bocciato il Porcellum e che lascia alte soglie di sbarramento. Lo ha detto lo stesso Alfano alla radio precisando che il suo partito non accetterà diktat da parte del nuovo segretario del Pd, Matteo Renzi, qualora questi facesse pressione per elezioni prima che il Parlamento approvi una nuova legge. "Il Nuovo centrodestra, dal primo momento, è stato chiaro e netto nel contrapporsi ad alcune idee di 'sinistra sinistra' del nuovo segretario del Pd. Non abbiamo alcuna voglia di votare con questa legge, non ci facciamo dettare l'agenda da nessuno. E comunque alle urne gli italiani hanno sempre il peperoncino in tasca per far scappare gli arroganti", ha risposto Alfano a chi gli chiedeva cosa farà se Renzi tirasse la corda per arrivare al voto con l'attuale legge. Il vicepremier ha ricordato che "la sentenza della Corte lascia delle soglie di sbarramento elevate". Infatti la Corte costituzionale non dice nulla delle soglie di sbarramento previste dal Porcellum che, per i singoli partiti, sono del 4% alla Camera e dell'8% al Senato, soglie che, come dice Alfano, sono dunque "elevate" e non danno sicurezza a nessuno se non ai partiti maggiori. Alfano ha ribadito il suo favore per la legge elettorale cosiddetta 'del sindaco d'Italia' di tipo maggioritario, la stessa che ha consentito a Renzi di diventare primo cittadino di Firenze. "Vogliamo una legge elettorale che tiene in piedi il bipolarismo". Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia