Algeria, generale Salah: il 12 dicembre bisogna andare a votare

Fco

Roma, 27 nov. (askanews) - Il generale Ahmed Gaid Salah, uomo forte dell'Algeria, ha rivolto un appello agli algerini "a schierarsi al fianco del loro Paese" recandosi in massa alle urne in occasione delle presidenziali del 12 dicembre, il cui svolgimento è molto contestato.

L'Algeria è teatro da febbraio di un movimento (Hirak) di contestazione inedito del regime, al potere dall'indipendenza del Paese nel 1962. Dopo aver ottenuto ad aprile le dimissioni di Abdelaziz Bouteflika, a capo del Paese da venti anni, "Hirak" esige l'allontanamento di questo regime e non vuole che organizzi l'elezione del successore del presidente destituito. I cinque candidati faticano a fare campagna elettorale di fronte all'ostilità di gran parte della popolazione e gli osservatori prevedono una bassa affluenza il 12 dicembre. (Segue)

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    Polizia, Gabrielli: "Immorale 4 euro l’ora per straordinari"

    "Gli straordinari nella cifra che ci è riconosciuta non sono più attuali, è immorale che si percepiscano 4 euro l’ora per gli straordinari e che vengano pagati a due anni di distanza. I cittadini ci vogliono vedere la sera, la notte, nei prefestivi e nei festivi ma tutto questo va remunerato". Lo ha detto il capo della Polizia Franco Gabrielli, intervenendo al convegno organizzato per i 20 anni del Silp Cgil. "Una volta che abbiamo messo a posto questo - ha sottolineato - poi apriamo la partita di come si fa lo straordinario e vediamo dove e quando si fa".  "Viviamo in una stagione in cui c’è una percezione di insicurezza e una criminalità diffusa - ha aggiunto il capo della Polizia -. Se le statistiche non collimano con le percezioni, l’amministrazione deve dare risposte e remunerare adeguatamente il lavoro dei colleghi". E "queste sono le cose che porteremo al tavolo per il rinnovo del contratto" ha detto Gabrielli. "Pretendiamo l’apertura della contrattazione per il rinnovo del contratto" dove, "al di là della salvaguardia di uno stipendio dignitoso per ogni lavoratore" il capo della Polizia auspica che "ci sia attenzione per gli accessori".  LAMORGESE - "Abbiamo bisogno di assunzioni perché c’è un turn over che riguarderà 40mila unità nei prossimi 10 anni" ha detto poi il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. "Noi dobbiamo avere una visione ampia" ha aggiunto il ministro, sottolineando che proprio per questo "è importante che la formazione non si fermi". "Mi farò carico dell’apertura di un tavolo di confronto perché le risorse ci sono e sono 600 milioni tutti per noi" ha detto. "Vediamo quando riusciremo ad aprirlo - ha precisato - comunque porrò il problema al ministro della Funzione pubblica perché ritengo che ci siano i presupposti per aprire il tavolo". "La sicurezza dei cittadini è nelle mani delle forze di polizia e giustamente loro richiedono un impegno da parte del governo - ha aggiunto il ministro - A loro dobbiamo essere grati per il lavoro che fanno. In ogni caso da parte del governo finora c’è stata concretezza".

  • Meteo, sette giorni di caldo anomalo
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    Meteo, sette giorni di caldo anomalo

    Dopo un periodo decisamente invernale per il Nord Italia e climaticamente nella norma per il Centro-Sud, ne inizia uno decisamente anomalo su tutte le Regioni. "L'arrivo di venti di Scirocco farà schizzare le temperature sopra la media del periodo su tutta Italia con precipitazioni in aumento" fanno sapere gli esperti de 'IlMeteo.it', avvisando che "fino a martedì le piogge interesseranno principalmente il Nordovest, soprattutto la Liguria e Genova. Da mercoledì giungerà dal Nord Africa un vortice ciclonico che farà peggiorare fortemente il tempo sulla Sardegna, ma le piogge continueranno a bagnare il Nordovest e l’arco alpino dove la neve, a causa dei venti più miti meridionali, scenderà sopra i 1.600 metri circa". Piogge anche su Sicilia e Calabria e "giovedì si prevede una giornata a tratti instabile con precipitazioni soprattutto al Nord (neve a 1.500-1.700 metri) con rovesci sulle Regioni tirreniche (Lazio e Campania) e sparsi sul resto del Sud. In queste giornate le temperature saliranno di parecchi gradi sopra la media del periodo" aggiungono. "Basti pensare che al Sud di giorno si sfioreranno i 20°C, al Centro (come sul Lazio) si raggiungeranno i 18°C e al Nord (specie al Nordest) si registreranno punte di 15-16°C".Ma da venerdì "forte peggioramento del tempo. Furiosi venti di Scirocco soffieranno su tutti i bacini, piogge abbondanti o molto abbondanti interesseranno Piemonte e Liguria con rischio concreto di alluvioni. La neve cadrà abbondante sulle Alpi sopra i 1.200 metri circa. Il maltempo poi raggiungerà anche Toscana, Lazio e infine Campania, con altri intensi rovesci di pioggia".

  • Vicino al lager dei misteri affiorano 6.500 resti di vittime dell'Olocausto
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    AGI

    Vicino al lager dei misteri affiorano 6.500 resti di vittime dell'Olocausto

    Oltre seimilacinquecento reperti. Cenere e frammenti di ossa, ma anche di denti e di teschi. Quasi certamente resti umani di deportati del campo di concentramento di Gusen, in Alta Austria. È la conclusione alla quale sono giunti gli esperti chiamati ad analizzare il materiale scoperto nell'ottobre 2018 \- come rivelò l'Agi - in un seminterrato dimenticato sotto la stazione ferroviaria di Lungitz, che si trova a soli 5 chilometri da Sankt Georgen an der Gusen, la placida cittadina presso la quale sorgeva uno dei più feroci lager del Terzo Reich. Teoricamente un sottocampo di Mauthausen, in realtà molto più grande, con un numero di vittime molto più alto nonché avvolto da una coltre di mistero che in 75 anni solo adesso potrebbe cominciare a diradarsi.Il ritrovamento avvenne durante dei lavori edilizi presso la stazione del paesino nella provincia di Linz, alimentando ancora di più il mistero e le polemiche intorno al lager, dove trovarono la morte anche moltissimi italiani. Senza considerare che vi è una domanda cruciale in tutta questa storia: perché una fossa comune di deportati del campo di Gusen lontano dal campo di Gusen? "Riteniamo che si tratti proprio di resti di deportati di quel campo", ha detto Stephan Matyus, collaboratore del Memoriale di Mauthausen, presentando alla popolazione locale i primi risultati delle analisi compiute finora.È invece la docente universitaria Claudia Theune a rafforzare l'ipotesi più sconvolgente: la cenere ritrovata potrebbe esser stata usata per realizzare la sottostruttura dei binari della stazione di Lungitz. Quando furono rinvenuti i 'reperti' le autorità decisero di scavare anche nel terreno adiacente alla stazione. "Si tratta di resti della prima metà del ventesimo secolo", spiega la professoressa. Il sindaco della cittadina, Ernst Lehner, pensa invece che sia necessario fare "maggiore chiarezza", motivo per cui ha già disposto ulteriori analisi.L'anno scorso era stato uno degli uomini addetti ai lavori edilizi presso la stazione a scoprire per primo uno scheletro. Il cantiere fu immediatamente sospeso, ma i primi reperti - resti di scheletri - si rivelarono del primo Medio Evo. Ma poi, allargando le ricerche, venne fatta una seconda scoperta, da lasciare senza fiato: un vano sotto i binari con altre ossa, comprese parti di teschi, e una gran quantità di ceneri umane. Solo che questa volta apparve chiaro che erano molto più recenti: una quantità di cenere compatibile con l'ipotesi che solo qui, vicino alla stazione, abbiano trovato la morte migliaia di persone.La presidente del Comitato del memoriale di Gusen, Martha Gammer, ha voluto vederci chiaro. "Ho parlato con un professore che si occupa della storia ferroviaria austriaca e con gli esperti del museo locale di Katsdorf vicino Lungitz", ha raccontato all'Agi. "Abbiamo confrontato mappe e documenti relativi alla fabbrica di mattoni in cui tra il 1941 e il 1943 venivano impiegati come lavoratori-schiavi i deportati di Gusen: costoro hanno potuto dimostrare che i binari che coprono le ceneri sono stati costruiti tra settembre 1944 e la fine della guerra, come documentato pure da foto aeree realizzati dalla British Army.Ad un certo punto questa fabbrica fu chiusa e venne usata come deposito per materiali legati alla produzione dei caccia Messerschmitt nelle gallerie di Gusen. In questo edificio ovviamente facevano lavorare i deportati. Non solo: lì accanto sorgeva anche un gigantesco forno".La domanda che pone la presidente del Comitato del memoriale di Gusen è molto chiara: "Questa fornace vicino alla fabbrica di mattoni di Lungitz è stata usata per la cremazione di esseri umani negli ultimi giorni del regime nazista?".(La scoperta della stazione è legata ad un altro dei grandi misteri di Gusen: quante futono, in realtà, le vittime di questo lager? Le cifre ufficiali parlano di 63 mila morti, tra i quali moltissimi italiani. Ma Gammer parla anche di altre migliaia e migliaia di deportati non registrati che, soprattutto verso la fine della guerra, sono stati portati - tra l'altro anche da Auschwitz \- fino a Gusen. Oltre a cià, le incongruenze tra i registri di Mauthausen-Gusen e il numero effettivo di sopravvissuti trovati al momento della liberazione fanno sorgere il sospetto che qui abbiano trovato la morte, negli ultimissimi giorni della guerra, decine di migliaia di detenuti di cui nessuno sa più niente.Sono numerose le testimonianze secondo le quali vi era l'ordine di portare i detenuti nei tunnel e di sterminarli lì, prima che arrivassero gli alleati. Perché? Il sospetto è che qui, nei tunnel di Gusen, i nazisti conducessero vere e proprie ricerche nucleari. Il documentarista austriaco Andreas Sulzer, che da anni lavora sul 'mistero Gusen', ne è convinto: "E' come minimo ragionevole pensare che qui siano stati mandati a morire coloro che sapevano". Quelli che sapevano cosa? Che in queste gallerie erano in corso i progetti nucleari con i quali il nazismo in rotta sperava di capovolgere i destini della guerra.Progetti dei quali gli alleati in arrivo non dovevano assolutamente venire a conoscenza. Il campo di Gusen è in questi giorni sotto i riflettori anche per un'altra notizia: il premier polacco Mateusz Morawiecki ha annunciato che la Polonia intende acquistare parti dell'ex lager: "Non possiamo permettere che questo ex campo di sterminio venga tramutato in un luogo che non è degno della memoria". Si tratta di una parte del campo dove si trovavano il comando del campo e diverse baracche, che fino all'inizio degli anni 2000 erano ancora abitate. "Questo terreno appartiene ancora in gran parte a due famiglie", spiega Martha Gammer. "Ma il governo austriaco non si è mai mosso". Ancora più duro il sindaco di Sankt Georgen, Erich Wahl: "Che la Polonia faccia una proposta del genere è una figuraccia per il nostro Paese. E' l'Austria che ha la responsabilità di realizzare un memoriale dignitoso". Secondo le ultime ricerche storiche, a Gusen trovarono la morte quasi 28 mila detenuti polacchi.

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    A soli 11 anni la piccola atleta delle Filippine ha vinto tre medaglie d'oro, correndo con scarpe fatte a mano. Create e cucite con gesso e bende e con il simbolo del marchio "Nike" disegnato.

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    Dopo l'esibizione dei Deadly games, Belen Rodriguez si è lasciata scappare una frecciatina sulla vita coniugale con Stefano De Martino.

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    Tentano far esplodere bombola: espulsi 5 marocchini

    Momenti di panico nella località costiera della Tonnara di Palmi, Reggio Calabria, dove venerdì sera un gruppo di 5 marocchini ha provocato un allarme tra i residenti del posto che si sono immediatamente riversati per strada quando uno di questi ha minacciato di far esplodere sul lungomare una bombola di gas che aveva preso nell’abitazione dove, insieme agli altri connazionali, aveva trovato alloggio da pochi giorni grazie alla compiacenza del proprietario. Verso le 18:30, in evidente stato di ebbrezza alcolica, un uomo di origine marocchina è uscito dall’abitazione con la bombola, minacciando di morte i propri connazionali e tutte le persone presenti, appiccando fuoco con un accendino e provocando una fiammata di circa un metro, notata dai numerosi residenti del rione.  Tra questi i più coraggiosi sono riusciti a strappargli dalle mani la bombola e a chiudere il rubinetto, spegnendo le fiamme. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, a seguito di una telefonata alla centrale operativa, l'uomo è stato accompagnato presso la caserma di Palmi, non prima di aver affermato di essere 'il prescelto', dove è stato trattenuto per svolgere gli accertamenti relativi alla regolarità della sua permanenza in Italia e per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.  Nel frattempo anche i coinquilini, che si erano allontanati dalla Tonnara a bordo di un’auto, sono stati fermati dai carabinieri e trattenuti nella caserma di Palmi per i relativi accertamenti. Al termine delle verifiche, il Prefetto di Reggio Calabria ha emesso il decreto di espulsione dal territorio italiano nei confronti dei cinque marocchini, che sono stati inoltre denunciati per permanenza clandestina sul territorio nazionale.  L’abitazione, che è risultata essere stata affittata in nero dai cinque marocchini durante la breve permanenza alla Tonnara di Palmi, è stata invece sottoposta a sequestro, in forza della normativa vigente, che prevede il divieto assoluto di cedere a titolo oneroso un immobile di cui si abbia la disponibilità ad un cittadino straniero irregolarmente soggiornante nel territorio dello Stato.

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    "Fiera di essere musulmana" e Meloni replica alla Sardina

    "Quello che non mi è chiaro della simpatica ragazza nel video è: perché se tu sei fiera di essere islamica,io non posso esserlo di dirmi cristiana?". Con un tweet la leader di Fratelli d'Italia replica alle parole di una ragazza musulmana che, con il capo avvolto dall'hijab, ha parlato dal palco di San Giovanni nel corso della manifestazione delle Sardine ieri Roma.  "A Salvini e Meloni non piacerà la mia presenza..." aveva detto la giovane, facendo il verso al video tormentone della leader di Fdi, "perché sono una donna, sono musulmana e sono figlia di palestinesi. Non vi permetteremo di aprire le pagine nere del passato, questo è uno Stato di diritto".  Sul palco al fianco della ragazza anche il marito Sulamain Hijazi che oggi sulla sua pagina Facebook provoca la Meloni. "Almeno mia moglie è simpatica" scrive in un post accompagnato da emoticon sorridenti in cui condivide il cinguettio della leader di Fratelli d'Italia.

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    Tu Si Que Vales, Gabriele Andriulli: “Non sono un eroe”

    L'esibizione e le parole del culturista Gabriele Andriulli nel corso della finale di Tu Si Que Vales hanno commosso giudici e pubblico