Alimenti che influiscono negativamente sulla memoria

·4 minuto per la lettura
La correlazione tra alimentazione e memoria
La correlazione tra alimentazione e memoria

Lo stress prolungato, si sa, crea danni al cervello. Quando gli impegni si sovrappongono, quando si ha poco tempo, quando si perpetuano le stesse cattive abitudini, potrebbe essere facile incorrere in perdita di concentrazione e memoria.

Lo stesso vale per le abitudini alimentari: l’alimentazione pare influenzi non solo la salute in generale, ma anche la memoria.

Gli esperti infatti dichiarano che una buona alimentazione puo’ contribuire non solo alla salute fisica ma anche al benessere mentale e sono diverse le ricerche che mettono in correlazione la dieta con le funzionalità cognitive, vediamole.

Correlazione tra alimentazione e perdita di memoria: gli studi

Uno studio australiano che ha coinvolto 4.200 studenti dagli 8 ai 15 anni, ha individuato una relazione tra il maggior consumo di verdura e il miglior rendimento scolastico. Il forte consumo di bibite zuccherate, al contrario, sembra legato a punteggi più bassi.

C’è una diretta relazione tra il consumo di farine bianche e zuccheri raffinati e la perdita di memoria:

Lo zucchero, secondo gli studiosi, sarebbe tra i principali responsabili di perdita della memoria e difficoltà di concentrazione, secondo studi recenti infatti, il dolcificante più utilizzato al mondo influirebbe negativamente sulle potenzialità del nostro cervello.

Il settimanale “New Scientist” ha pubblicato una ricerca che presenta i risultati delle ultime analisi in merito alla relazione tra il Diabete di tipo II e la malattia di Alzheimer.

Una ricercatrice di Neuroscienze presso l’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare di Palermo, spiega l’importanza dell’insulina per la sopravvivenza cellulare: nei casi di diabete, l’organismo non riesce a contrastare la perdita cellulare. Il corpo, sensibilmente danneggiato, è così esposto a un duplice rischio: l’aumento di peso, tipico dell’obesità, e la perdita di memoria, sintomo più evidente della sindrome di Alzheimer.

Secondo tale studio, le due patologie sarebbero accomunate dal fattore di resistenza all’insulina, una somiglianza tanto forte da definire il morbo di Alzheimer come “diabete di tipo III”, la cui azione negativa si ripercuoterebbe direttamente sull’area cerebrale e di conseguenza sulla memoria.

Una dieta troppo ricca di zuccheri contribuirebbe dunque alla formazione di placche amiloidi (dette anche placche senili, ossia un accumulo anomalo di proteine) responsabili del danneggiamento di attività mnemoniche e di orientamento.

Correlazione tra alimentazione e perdita di memoria: gli alimenti dannosi per il cervello

Il peggior nemico del cervello è l’alcol: abusarne porta alla riduzione del volume e alla perdita di neurotrasmettitori assottigliando la corteccia prefrontale.

Cibi pronti e preconfezionati: a causa di conservanti e idrogenati, fanno alzare il rischio di Alzheimer con perdita di lucidità e memoria.

Tra gli alimenti ritenuti nemici numeri uno del cervello e della memoria, come menzionato sopra, troviamo quelli troppo zuccherati: caramelle, dolci confezionati, bibite gassate, etc.

Le farine bianche e i carboidrati raffinati: diminuiscono alcune funzioni legate alla memoria facendo in modo che l’ippocampo si infiammi.

Il cibo spazzatura: alimenti troppo calorici oppure eccessivamente grassi influiscono sulla produzione di dopamina a livello cerebrale.

I cereali: Esistono tipologie di cereali contenenti glutine che infiammano e danneggiano i tessuti del corpo e provocano conseguenze sulla salute dei soggetti intolleranti.

La frittura: tutti gli alimenti fritti inviano messaggi di sazietà all’ipotalamo e fanno diminuire lucidità mentale e concentrazione. Se poi sono congelati ancora peggio, poiché contengono aromi e additivi artificiali che provocano addirittura la distruzione delle cellule nervose.

Per questa ragione i nutrizionisti invitano a seguire un’alimentazione ricca di cibi antinfiammatori e con meno cibi pro-infiammatori.

Correlazione tra alimentazione e perdita di memoria: gli alimenti amici del cervello

Perché il cervello funzioni al meglio deve esser ben ossigenato, per questo motivo, oltre che per preservare la salute, è fondamentale che nella nostra alimentazione si preferiscano gli alimenti ricchi di grassi insaturi (pesce, olio d’oliva, noci, nocciole, mandorle) e si riducano i grassi saturi (carni rosse, formaggi e proteine animali in genere).

E’ importante anche inserire alimenti ricchi di fibra e di vitamine, soprattutto vitamine del gruppo B che proteggono il sistema nervoso e sono utili per prevenire e rallentare l’invecchiamento cerebrale.

Negli adulti e negli anziani un integrazione di acido folico può aiutare a preservare l’efficienza del cervello e della memoria. Gli alimenti ricchi di acido folico sono le noci, i fagioli, gli spinaci e tutte le verdure a foglia verde.

Alimenti che non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione di chi vuole preservare le funzioni cerebrali e la memoria sono:

  • Curcuma: per la sua azione protettiva e antiossidante

  • Noci: il cibo principe per il nutrimento del cervello

  • Anacardi: contengono molto magnesio utile per la salute cardiovascolare, in particolare per il suo effetto dilatatore dei vasi sanguigni

  • Mandorle

  • Cereali integrali: per il contenuto di folati e vitamine del gruppo B

  • Frutti rossi: mirtilli, fragole, more, lamponi

  • Semi di girasole e semi di zucca

  • Cioccolato fondente cacao 70% minimo

  • Pesce o, per i vegetariani, olio di lino e semi di lino: per il contenuto di Omega 3.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli