Alissa Timoskina, la chef russa che sostiene l'Ucraina a colpi di ricette

(Adnkronos) - Opporsi alla guerra, impegnarsi per la pace e sostenere l'Ucraina attraverso il cibo. Alissa Timoskina è una chef russa, nata a Omsk in Siberia, "nell'era sovietica", sottolinea raccontandosi all'AdnKronos. Bisnonna ucraina sopravvissuta all'Olocausto, della guerra Alissa dice che "è per me assolutamente devastante vedere la Russia, il Paese in cui sono nata, fare la guerra contro l'Ucraina, il suo vicino più stretto e un Paese così caro al mio cuore". Così, a pochi giorni dallo scoppio della guerra, con la chef ucraina Olia Hercules, ha lanciato Cook for Ukraine, progetto a sostegno dell'Ucraina che contiene anche un appello a tutto il mondo della ristorazione per unirsi a invocare la fine del conflitto.

Alissa e Olia sono amiche da più di 15 anni, unite dalla passione per la cucina e, ora, dal bisogno di opporsi alla guerra e lanciare un messaggio di pace. Recentemente sono state nominate "Champions of Change" dalla guida "The World Best 50 Restaurants" che assegna ogni anno questo riconoscimento ai protagonisti della gastronomia che guidano il cambiamento positivo della società. Ed è proprio grazie al loro impegno che la campagna Cook for Ukraine è diventata un fenomeno globale che vede persone in tutto il mondo cucinare e parlare del cibo ucraino e, in questo modo, sostenere il Paese attraverso una raccolta fondi che ad oggi ha già raccolto un milione di sterline.

Cook for Ukraine, lanciato il 24 febbraio 2022, è un progetto "che nasce dal dolore, ma anche dal desiderio di opporci alla guerra e sostenere l'Ucraina - racconta Alissa Timoskina - Sono amica di Olia Hercules da oltre 15 anni, molto prima che iniziassimo la nostra carriera di chef. Avendo lavorato e cucinato insieme in numerose occasioni nel corso degli anni, abbiamo sentito che dovevamo unirci di nuovo e, attraverso il linguaggio del cibo, avviare una campagna di raccolta fondi e sensibilizzazione per aiutare l'Ucraina".

Ad ispirare l’iniziativa di Cook For Ukraine alle due chef è stata la campagna di raccolta fondi Cook for Syria lanciata dall’influencer Clerkenwell Boy, Serena Guen di Suitcase Magazine e Layla Yarjani di NextGeneration. Contattato Clerkenwell Boy, insieme le due chef russa e ucraina hanno creato la pagina di raccolta fondi per l'Unicef. Funziona così. "Invitiamo le persone a cucinare un piatto ucraino, fotografarlo, pubblicarlo sui social media con l’hashtag #CookForUkraine e a condividere il link alla nostra pagina dedicata alle donazioni – spiega Alissa – invitiamo anche le persone a organizzare propri eventi di raccolta fondi". Solo nel Regno Unito sono oltre 300 i ristoranti che hanno aderito dando la possibilità ai clienti di aggiungere al proprio conto una donazione facoltativa di una sterlina.

All'Ucraina Alissa è legata per motivi famigliari: "la mia bisnonna, un'ebrea ucraina nata nel 1912, ha vissuto la rivoluzione sovietica e la sovietizzazione dell'Ucraina - racconta - Sopravvissuta miracolosamente all'Olocausto, ha vissuto tutte le privazioni della seconda guerra mondiale. Quindi, grazie ai suoi racconti, è come se io stessa avessi vissuto quegli eventi". Si dice "sconvolta dal fatto che, come società, non abbiamo imparato nulla dalla storia del 20° secolo e non riesco nemmeno a immaginare come si sarebbe sentita la mia bisnonna se fosse viva oggi. Quindi desidero davvero impegnarmi in questa campagna per la pace in Ucraina e affinché la Russia venga finalmente a patti con il suo passato e gli atti omicidi del suo attuale governo, allo stesso modo in cui la Germania ha dovuto affrontare e accettare la storia del regime di Hitler".

Questo, continua, "è anche il motivo per cui ritengo che il cibo, in tempi come questi, sia così importante. È il linguaggio universale che tutti parliamo, cucinare è un’azione che tutti conosciamo. Non ci vogliono molto tempo né fatica per leggere una ricetta e la storia personale che c’è dietro quella ricetta".

Dal 1999 Alissa Timoskina si è trasferita a Londra dove porta avanti la tradizione culinaria russa e siberiana, con un tocco di contemporaneo. Conseguito il dottorato di ricerca all'Università di Londra in Storia dell'Olocausto e del cinema, ha iniziato lavorando nel settore culturale, poi 7 anni fa ha deciso di fare della sua passione per la cucina una professione. Ha fondato un supper club e una società di eventi e catering, la KinoVino, dove da vita a esperienze gastronomiche coinvolgenti con menù ispirati ai film. Ha scritto anche un libro di ricette “Il sale e il tempo” dedicato al cibo della sua infanzia in Siberia e alla sua bisnonna ebrea-ucraina, Rosalia.

Ma aggiunge anche che "in tempi come questi, libri come Summer Kitchens di Olia Hercules diventano una pietra miliare: contiene la risposta per una migliore comprensione delle culture e dei conflitti". Nella sua cucina cerca "di portare in primo piano le storie personali che ci sono dietro ogni piatto. Lo storico che è in me è ancora al lavoro, perché vedo le ricette non come un insieme di istruzioni su come preparare un pasto, ma un modo per connettersi a una cultura e un modo per imparare qualcosa di nuovo su quella particolare parte del mondo e i suoi persone”.

Olia Hercules e Alissa Timoskina saranno ospiti d’onore della cena di gala dell’ottava edizione del Festival Food&Book, in programma il 13 maggio a Montecatini Terme al Castello la Querceta sede dell’istituto alberghiero di Montecatini Terme. In loro onore i piatti verranno preparati da altre due chef femminili, Silvia Baracchi del ristorante stellato "Il Falconiere" di Cortona e Federica Continanza dell' Home Restaurant "Casa Grazia" di San Gimignano.

(di Stefania Marignetti)

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