Alitalia, il governo versa 400 milioni: Lufthansa in Aula il 7 gennaio

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Il governo ha versato i 400 milioni previsti dal nuovo prestito Alitalia: i ministri dello Sviluppo e dell’Economia hanno firmato il decreto per il finanziamento. Gualtieri e Patuanelli hanno dovuto ricorrere a un’anticipazione di tesoreria per la situazione di estrema urgenza. La compagnia aerea, quindi, non dovrà interrompere il servizio a causa della mancanza dei fondi. Lufthansa, inoltre, è attesa alla Camera il prossimo 7 gennaio (ore 13:45), quando i deputati torneranno a Montecitorio.

Alitalia, nuovo prestito da 400 milioni

Il Consiglio dei Ministri lo aveva approvato lo scorso 2 dicembre, ma il ministro dello Sviluppo Economico e quello dell’Economia lo hanno firmato più tardi. Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri, infatti, hanno dato l’ok al decreto ministeriale che versa un’anticipazione di tesoreria di 400 milioni previsti dal nuovo prestito per Alitalia. Il tasso di interesse su tale cifra è salito però al 10%. La situazione di estrema necessità e urgenza era sottolineata dal fatto che la compagnia non può permettersi di sospendere i servizi. In questo modo, infatti, sarà garantito il trasporto e il normale funzionamento del comparto aereo. La data di tale decreto è il 21 dicembre, giorno in cui il testo è passato al vaglio del Mise. Nella stessa giornata il decreto è passato all’ufficio controllo atti della Corte dei Conti e poi alla Ragioneria generale dello Stato “per il seguito di competenza”.

Nel testo del decreto, inoltre, si legge che il nuovo commissario unico, Giuseppe Leogrande, ha chiesto l’erogazione del denaro lo scorso 13 dicembre. La situazione di urgenza è comprovata dal fatto che Alitalia non ha più soldi. Se non esistessero i biglietti venduti con anticipo per i voli futuri, infatti, le casse della compagnia sarebbero addirittura scese in negativo. Gli anticipi sono stimati tra i 200 e i 300 milioni, mentre i 900 milioni erogati dal precedente governo Gentiloni sono già stati impiegati e spesi.

I sindacati

“Abbiamo firmato un accordo di cassa integrazione valido fino al 23 marzo 2020 riducendo i numeri dei lavoratori in cassa a 1.020, dando stabilità al lavoro in Alitalia per i prossimi mesi, e permettendo il recupero di lavoratori attualmente fuori dal ciclo produttivo”. Con queste parole il segretario nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito, spiega la situazione sul caso Alitalia. “Ora siamo in attesa di incontrare il commissario Leogrande – prosegue poi – per capire come intende valorizzare l’azienda e portare a compimento il processo di nascita della nuova compagnia che per noi deve essere nel senso della crescita e dello sviluppo”.

Il segretario della Uil Ivan Viglietti, invece, chiarisce che “l’accordo rappresenta semplicemente la proroga della cigs per crisi grandi imprese già vigente dal maggio 2017 e non ha alcuna attinenza al futuro piano industriale di Alitalia”. Per quest’ultimo, infatti, è previsto in futuro “il confronto con il governo e con il nuovo commissario”.