Alitalia, il piano di Gubitosi prevede 2mila esuberi

Il nuovo piano per salvare Alitalia prevede 2mila esuberi.

Alitalia ha liquidità in cassa sufficiente per tirare a campare fino ai primi d’aprile. Poi gli aerei rischiano di restare a terra. Ha bisogno, ancora una volta, di soldi per continuare a volare: 600 milioni, per la precisione. Il nuovo piano per salvare la compagnia di bandiera, quindi, prevede un aumento di capitale, la riduzione degli stipendi ai piloti e, soprattutto, il licenziamento di 2mila lavoratori. Lacrime e sangue, ancora, per evitare il fallimento ad un’azienda che è amministrata evidentemente male e che continua a perdere soldi. Luigi Gubitosi, ex dg Rai, è pronto a subentrare a Luca Cordero di Montezemolo come presidente.

Luigi Gubitosi, in procinto di diventare presidente esecutivo di Alitalia

Bisogna raccattare soldi e tornare a fare utili il prima possibile. Il piano prevede di riuscirci entro il 2019, nei prossimi tre anni Alitalia perderà ancora denaro. Per limitare l’emorragia e non morire, il nuovo management ipotizza il taglio del 30 per cento in busta paga per tutti i piloti. Duemila esuberi, per un 70 per cento composto da personale di terra e negli uffici. Quale futuro aspetta i lavoratori non è ancora chiaro, prima bisogna salvare l’azienda, riducendo di un terzo le spese relative al costo del lavoro, che nel 2015 hanno toccato 593 milioni di euro. Alitalia ha 12mila dipendenti. Si ipotizzano risparmi sui tre anni per un miliardo di euro. Oltre trecento milioni all’anno, per la gran parte relativi alla voce “costi per servizi acquistati da terzi”, che ora supera i 2 miliardi su un totale di costi industriali di 3,6.

Non occorre ridurre solo la spesa per il leasing degli aerei, che nel 2015 ha toccato circa 388 milioni, al netto dei velivoli da riportare, per quanto possibile, internamente. I servizi vendita e post-vendita dei biglietti, tra pubblicità, servizi di prenotazione e assistenza alla clientela, hanno inciso per 216 milioni. Per rilanciare il piano industriale Alitalia vorrebbe puntare sui voli a lungo raggio, ma ci sono pochi aerei per tratte intercontinentali: solo 27. Il progetto di rilancio prevede di aumentare i ricavi del 30 per cento a 3,7 miliardi.

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