Alitalia, slitta salvataggio: in Dl fisco inserito nuovo prestito

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Nuovo prestito ponte da parte dello Stato ad Alitalia, dopo che il 15 ottobre 2019 non è giunta alcuna offerta vincolante per il salvataggio dell’ex compagnia di bandiera. Il governo ha inserito nel Decreto fiscale una somma di 350 milioni, necessaria per far sì che Alitalia continui ad operare fino alla nascita della tanto attesa Newco. Critiche le opposizioni, che attaccano il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Alitalia, nuovo prestito da 350 milioni

Dopo la richiesta di Atlantia e Ferrovie dello Stato il salvataggio di Alitalia slitta ancora. Le due società hanno confermato la loro disponibilità a partecipare alla cordata per il rilancio della compagnia aerea, ma pongono al contempo una serie di condizioni tra cui la ricerca di un terzo socio che possa detenere le quote di maggioranza della Newco. Al contempo, FS avrebbe chiesto ai commissari dell’ex compagnia di bandiera ulteriori “8 settimane di negoziazione prima di poter presentare una eventuale offerta vincolante da parte degli attuali interlocutori”.

La Filt Cgil avverte quindi che arrivati a questo punto è “necessaria una nuova iniezione di capitali“, esortando il governo ad “assumere la regia dell’operazione“. Dopo i 900 milioni di euro erogati, in due tranche, nel 2017 e 2018, l’esecutivo si appresta quindi a concedere ad Alitalia un nuovo prestito. Nell’ultima bozza aggiornata del Decreto fiscale approvato salvo intese dal Consiglio dei ministri spunta infatti la somma di 350 milioni da destinare alla compagnia aerea, soldi necessari per far sì che Alitalia continui ad operare. Il prestito, concesso per “indilazionabili esigenze gestionali”, ha una durata di sei mesi.

Fdi: “Soluzione di corto respiro”

Immediate le reazioni politiche. Per Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, quella del governo è solo “una soluzione tampone e di corto respiro per la compagnia di bandiera, mentre i lavoratori ancora aspettano di vedere realizzate le promesse degli inconcludenti ministri Di Maio e Patuanelli”.

In un post su Facebook, Mollicone aggiunge infatti: “Siamo sempre stati vicini alle categorie di Alitalia, che per prime hanno subito tagli lineari per la sopravvivenza dell’azienda, massacrata da scelte manageriali incaute e poco oculate. – e aggiunge – Ci auguriamo che al più presto venga chiusa la cordata di aziende interessate alla ristrutturazione di Alitalia e vengano, quindi, mantenuti i livelli occupazionali“.

L’esponente di Fdi sottolinea infatti: “Il nostro vettore nazionale va rilanciato, come richiesto da Uiltrasporti, investendo nella flotta di lungo raggio, nella manutenzione leggera e pesante e nell’handling. Il settore del trasporto aereo italiano va riformato, – conclude – nell’ottica di eliminare il dumping contrattuale e salariale attualmente esistente”.

Uiltrasporti: “riformare trasporto aereo”

Il Segretario generale, Claudio Tarlazzi, e il Segretario nazionale, Ivan Viglietti, della Uiltrasporti, chiariscono infatti che “occorrono cospicui investimenti nelle principali aree di business: flotta, soprattutto di lungo raggio; manutenzione leggera e pesante; Handling. Inoltre è necessario che sia garantito alla nuova Alitalia un ruolo adeguato nell’ambito delle alleanze internazionali e delle rotte verso il Nord America”.

“Occorre, inoltre, che – proseguono – il Governo si decida finalmente ad affrontare con il Sindacato il tema della riforma del trasporto aereo italiano, in un’ottica di regolamentazione della competizione tra imprese e di eliminazione del dumping contrattuale e salariale attualmente esistente”. Anche la Filt Cgil infatti aveva evidenziato che, poiché il nostro Paese non ha “una partecipazione, seppur piccola, in nessuno dei consorzi che costruiscono aeromobili” ciò “non ci permetterà mai di crescere al pari degli altri in campo aeronautico”.

“In assenza di questi elementi – concludono Tarlazzi e Viglietti – non saremmo in presenza di un vero rilancio, bensì di una miope soluzione di corto respiro, che non potrà trovare la nostra approvazione, che non risolverà la crisi strutturale delle imprese italiane che operano nel settore, e che tantomeno, potrà garantire quell’inversione di tendenza che la Uiltrasporti ritiene imprescindibile per Alitalia”.

Critiche a Patuanelli

Ugualmente critico il deputato e responsabile Industria di Forza Italia Maurizio Carrara che denuncia: “Dopo 15 mesi di mancata gestione del dossier da parte dell’ex ministro Di Maio le casse della compagnia si stanno svuotando. Il nuovo prestito sarà pagato dai cittadini già duramente colpiti dalla manovra economica. Si parlava di quando e come farsi restituire il prestito ponte e si scopre invece che lo Stato stanzia altri 350 milioni“.

Sotto attacco anche il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli che, ricorda ancora Carrara, solo “qualche giorno fa aveva sostenuto che non ci sarebbero state proroghe“. Il ministro infatti, a margine del convegno The Hydrogen Challenge – 2019 Global Esg Conference, aveva chiarito che la scadenza del 15 ottobre 2019 per l’offerta vincolante doveva essere rispettata.

Dopo le richieste di Atlantia e FS, Patuanelli invece ha dichiarato ai giornalisti: “Alitalia non resterà a terra e confermo che nel decreto fiscale c’è una previsione che riguarda la compagnia”. Il ministro lascia intendere intanto che a salvare Alitalia difficilmente sarà Lufthansa perché il suo nome “è legato a un’esperienza precedente che ha portato alla bocciatura di un piano industriale con il 50% di esuberi, ovviamente non accettabile”.