Alla Camera iniziativa su "Cyber parità"

Red

Roma, 23 set. (askanews) - Alla Camera dei Deputati si è svolta oggi l'iniziativa "Cyber parità", dedicata alle opportunità per le donne nel cyber e nelle professioni ad alto contenuto tecnologico, promossa dalla Vice Presidente della Camera Mara Carfagna ed a cui hanno partecipato il Ministro per le pari opportunità Elena Bonetti, che ha sottolineato come "la connessione interdisciplinare sia una attitudine femminile da valorizzare", il direttore della polizia postale Nunzia Ciardi il direttore delle cyber policy del Ministero degli affari esterni del governo olandese Carmen Gonsalves, il direttore della Digotal Society, Trust & Cybersecurity DG Conect della Commissione europea Despina Spanou, il Vice Presidente della Luiss Paola Severino, il Presidente della Conferenza dei rettori Gaetano Manfredi e Domitilla Benigni, Direttore Generale di Elettronica e founding member di Women4Cyber.

Women4Cyber è un'iniziativa europea lanciata e patrocinata nel novembre 2018 dalla Commissaria europea per l'economia e la società digitale, Mariya Gabriel e istituita ufficialmente nel gennaio 2019 in seno a ECSO ("European Cyber Security Organisation"), Parternariato Pubblico Privato dedicato alla sicurezza cibernetica in Europea. L'obiettivo principale è quello di aumentare il coinvolgimento delle donne per sviluppare e promuovere attività inerenti la cyber sicurezza a livello europeo.

Domitilla Benigni è intervenuta all'iniziativa nel doppio ruolo di founding member di Women4Cyber e direttore generale di Elettronica, Gruppo mondiale nei sistemi di difesa e sicurezza con una società dedicata alla cyber intelligence e cybersecurity chiamata CY4GATE. "In generale - ha commentato Domitilla Benigni - le donne sono purtroppo ancora sottorappresentate nelle discipline c.d. STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) Solo il 28% dei ricercatori in tutto il mondo è donna. Il dato è reso noto dall'Onu, e si tratta proprio delle discipline che abilitano alle professioni del futuro. Dobbiamo guardare al futuro: e il cyber è il futuro; dobbiamo immaginare e prepararlo per i nostri figli perché, come ricorda ancora l'ONU, il 65% delle donne e dei bambini del futuro saranno impegnati in professioni che oggi non esistono, e molte di queste - aggiungo - saranno sicuramente frutto della digitalizzazione".

Domitilla Benigni ha poi ricordato come "nella ricerca "Geopolitica del digitale" realizzata da Elettronica in collaborazione Ambrosetti nel 2018 emergeva che nel 2020 i dati disponibili saranno 10 volte quelli attuali, mentre già attualmente la data economy vale 60 miliardi di euro in Europa e, che solo nel 2017 si sono registrati 1200 attacchi cibernetici considerati gravi". "La digitalizzazione e i rischi e le opportunità collegate al cyber stanno dunquen procedendo molto velocemente - ha proseguito Benigni -. Invece le donne professioniste nel settore cyber a livello globale sono solo il 20%, fortunatamente in grande crescita se si pensa che erano l'11% sei anni fa (fonte: Global Information Security Workforce Study 2017). Questo dato, apparentemente pessimistico, va però incrociato con un dato di grandissimo ottimismo: da qui al 2021 ci saranno globalmente circa 3.5 milioni di posti di lavoro globali non coperti nella cybersecurity (fonte: Cybersecurity jobs report 2018-2021). Inoltre secondo un'altra autorevole fonte (ISC)2 entro il 2022, l'Europa dovrà affrontare una carenza di competenze sulla sicurezza informatica di 350.000 lavoratori. Abbiamo dunque una grande opportunità come donne di portare valore aggiunto". Come farlo? "Innanzitutto lavorando sulla formazione, quando alle donne viene data l'opportunità di formarsi riescono ad eccellere: le donne che lavorano nelle professioni cyber hanno per il 52% un titolo universitario di secondo livello, contro il 44% degli uomini (fonte: Global Information Security Workforce Study 2017), altrettanto importante sarà il contributo delle istituzioni e poi il ruolo del networking strutturato, come dimostra Women4Cyber che rende il nostro impegno più forte e più ambizioso", ha concluso Domitilla Benigni.