Alla Polizia di Stato la cittadinanza onoraria dell’Aquila

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Roma, 31 mag. (askanews) - Questa mattina è stata attribuita la cittadinanza onoraria dell'Aquila alla Polizia di Stato, conferita formalmente dal Consiglio comunale nella seduta di venerdì 27 maggio. Davanti all'Assemblea civica riunita in seduta solenne, la pergamena contenente l'attestato della cittadinanza onoraria è stata consegnata dal sindaco Pierluigi Biondi al capo della Polizia - direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Lamberto Giannini.

"Per l'impegno instancabile a fianco dei cittadini, per l'encomiabile sacrificio quotidiano per la sicurezza della gente, per il coraggio sempre dimostrato con sprezzo del pericolo" sono alcune delle motivazioni che hanno portato il Consiglio a conferire, con voto unanime, la cittadinanza onoraria del capoluogo d'Abruzzo, "interpretando in tal modo - è scritto ancora nell'attestato - il comune sentire degli Aquilani, sinceri testimoni delle gesta delle donne e degli uomini che tutti i giorni sono all'opera per il loro bene e sempre grati per il sostegno fornito nella tragedia del terremoto del 6 aprile 2009".

"Il capoluogo d'Abruzzo ha storicamente un rapporto molto stretto con le forze d'ordine - ha affermato il presidente del Consiglio comunale, Roberto Tinari - L'immagine della Polizia di Stato che vigila sulla sicurezza dei cittadini è quella più consueta, familiare e veritiera. Ed è così dal 1852, anno che fissa la sua fondazione ufficiale del Corpo. La Polizia non ha mai smesso di svolgere dappertutto, con assiduità e sapienza, il ruolo a che la legge le riserva. Basta ricordare le iniziative condotte con successo solo qualche giorno fa, nella nostra città, nei confronti della mafia nigeriana, che hanno permesso di sferrare un duro colpo a un'organizzazione pericolosa e nemica del buon vivere civile. Non va dimenticato inoltre l'impegno profuso in questo anno mezzo di pandemia, attraverso meritevoli iniziative per sensibilizzare la cittadinanza al rispetto delle regole essenziali per prevenire e contenere il potenziale contagio, e soprattutto l'abnegazione delle donne e degli uomini della Polizia, giunti all'Aquila, fin dai primi momenti successivi al terremoto del 6 aprile 2009, per aiutare e portare conforto a una popolazione terrorizzata, smarrita e confusa".

(segue)

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