Alla scoperta del Vermouth di Torino

(Adnkronos) - Il Vermouth di Torino, vino aromatizzato tutto italiano, già apprezzato alla corte reale dei Savoia, sarà il protagonista della prima edizione della Vermouth di Torino Week. Voluta dal Consorzio del Vermouth di Torino, sarà inaugurata il 26 giugno e animerà per un’intera settimana, fino al 2 luglio, locali e barman. I bar daranno libero sfogo alla loro creatività celebrando la bevanda tipica per l’aperitivo, si sperimenteranno nuove ricette per la preparazione di cocktail a base Vermouth.

Nell’Ottocento e Novecento il Vermouth di Torino, diventato ormai famoso anche all’estero nelle sue due varianti bianco e rosso, vide definire con un Regio decreto le sue caratteristiche. Proprio dal capoluogo piemontese ebbe inizio lo sviluppo del Vermouth di Torino come lo conosciamo oggi (il suo nome deriva invece dal termine tedesco wermut che definisce l’Artemisia absinthium - assenzio maggiore - base aromatica principale nella sua preparazione), una bevanda per un aperitivo conviviale. Nel corso degli anni si è assistito all’evoluzione delle tecniche di lavorazione: le nuove hanno affiancato le più antiche e la loro coesistenza continua ancora oggi a preservare e valorizzare la tradizionale produzione di questo prodotto.

Il Vermouth viene classificato in base al colore (Bianco, Ambrato, Rosato o Rosso) e alla quantità di zucchero impiegata nella sua preparazione. Il disciplinare prevede anche la tipologia Vermouth Superiore che si riferisce a prodotti con un titolo alcolometrico non inferiore a 17% vol., realizzati con almeno il 50% di vini piemontesi e aromatizzati con erbe coltivate o raccolte in Piemonte.

Il Consorzio, costituitosi nel 2019 per volontà dei produttori di Vermouth di Torino consapevoli della necessità di una regolamentazione, ha definito un disciplinare di produzione approvato dal Decreto del 22 marzo 2017 con cui il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha regolamentato l’indicazione geografica Vermouth di Torino/Vermut di Torino. Presieduto da Roberto Bava, attualmente comprende 27 aziende storiche che producono e distribuiscono in tutto il mondo. Tra i principali compiti, anche l’attività di vigilanza per garantire la corretta applicazione della Indicazione Geografica Protetta ai prodotti consorziati. Tra gli obiettivi, invece, c’è anche la collaborazione con istituti e scuole per promuovere iniziative legate alla valorizzazione, all’educazione alimentare e al consumo corretto e responsabile.

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