Alla vigilia del D-Day il governo perde il controllo

Gabriella Cerami
(Photo by FILIPPO MONTEFORTE / AFP)

Prima gelidi, poi sembra stiano per esplodere. Lo si vede sui loro volti. Ai deputati leghisti sembra esca il fumo dalle orecchie mentre in Aula si vota il disegno di legge anticorruzione, che prevede lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio, norma voluta dal Movimento 5 Stelle e osteggiata dal Carroccio. In una escalation di tensione alla fine il governo viene battuto, perde il controllo a pochissime ore dal D-Day, dal giorno del giudizio (negativo) di Bruxelles alla manovra, e nel giorno in cui lo spread chiude a 326.

I vertici M5s tacciono. Il capogruppo D'Uva lo considera "un fatto gravissimo". Matteo Salvini attende mezz'ora esatta e poi è costretto a rimediare, almeno formalmente, al fattaccio: "Il voto è assolutamente sbagliato. La posizione della Lega – dice - la stabilisce il segretario". Poi aggiunge: "Non ho tempo di cercare i colpevoli. Lo approveremo, è solo un incidente di percorso".

Ormai il travaso dei voti è compiuto. Eppure la leghista Barbara Saltamartini a metà pomeriggio avvisa il ministro Alfonso Bonafede del pericolo, che davanti a sé si ritrovava deputati leghisti come sfingi mentre lui parlava. Non ne possono più quando il relatore M5s Francesco Forciniti termina il suo intervento durante il quale elenca "la lunga sfilza di leggi ad personam che ha contraddistinto il periodo Berlusconi". Peccato che di quei governi facesse parte anche il Carroccio e che la Lega sia alleata, fuori dal Parlamento, con Forza Italia. Due deputati verdi protestano davanti ai banchi del governo come se facessero parte dell'opposizione. Poi, complici tantissime assenze strategiche tra i banchi leghisti e con ogni probabilità diversi voti a favore da parte del Carroccio, passa l'emendamento, a scrutinio segreto, sul peculato: stesso tema su cui la scorsa settimana la maggioranza si era divisa in commissione.

Ironia della sorte a fare lo sgambetto al Movimento 5 Stelle è stata una proposta di modifica a firma di Catello Vitiello,...

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