##Allarme cinghiali, dalle Regioni appello al governo: intervenga

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Roma, 14 lug. (askanews) - In 21 uniti e compatti per chiedere al Governo misure di intervento per mettere un punto al problema cinghiali che investe l'intero Paese. Sono gli assessori alle politiche agricole di tutta Italia che a Roma, si sono dati appuntamento per dire basta all'immobilismo sul tema che rischia di gettare i territori in una crisi ancora più profonda.

"L'emergenza cinghiali interessa ormai tutti i territori ed è urgentissimo un intervento normativo del Governo per modificare la legge 157 del 1992 con l'ampliamento del periodo di caccia al cinghiale e la possibilità da parte delle Regioni di effettuare piani di controllo e selezione nelle aree protette", ha ricordato Federico Caner, assessore della Regione del Veneto e coordinatore della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, nel corso di un incontro con la stampa nella sede della Conferenza delle Regioni a Roma, incontro al quale hanno partecipato in presenza e in videocollegamento tutti gli Assessori delle Regioni e delle Province autonome ed il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.

Tanti i temi sul tavolo, dal pericolo peste suina, a quello degli attacchi da parte di questi animali nei confronti dell'uomo, oltre al problema dei danni ai campi agricoli e alla questione dell'ambientalismo. "Occorre superare l'oltranzismo di una parte estremista del mondo ambientalista e fare i conti con la realtà e con i numeri dell'emergenza cinghiali. Siamo di fronte ad un problema gravissimo che può diventare irrisolvibile se non si interviene subito", ha detto Caner che, insieme agli altri rappresentanti delle istituzioni, ha chiaro il quadro: "La devastazione dei terreni che sta compromettendo diversi raccolti con danni economici rilevantissimi per l'agricoltura del nostro Paese, la questione sanitaria con le necessità di prevenzione rispetto al diffondersi della peste suina africana, la sicurezza dei cittadini minacciata sempre più dalla presenza dei cinghiali anche nei centri abitati o nei luoghi turistici e dalla frequenza di incidenti stradali, spesso anche gravi, causati da questi ungulati e il decoro urbano che subisce un danno evidente di immagine, collegato alla presenza di branchi, con ricadute negative sul turismo" sono per Caner i punti centrali intorno ai quali ruota la questione.

"Il provvedimento che stiamo richiedendo al Governo - e che è stato condiviso con il ministero della Transizione ecologica e a livello tecnico anche con il ministero delle Politiche agricole - consentirebbe alle Regioni di poter utilizzare leve importanti per contenere il fenomeno entro limiti accettabili anche con azioni temporanee. E il fatto che lo abbiano invocato oggi a gran voce gli assessori di tutte le Regioni dovrebbe essere - ha sottolineato Caner - un elemento sufficiente per accelerarne il varo".

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