Allarme Fed: crisi immobiliare Cina potrebbe danneggiare crescita

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Roma, 9 nov. (askanews) - La Federal Reserve Usa ha segnalato nel sul ultimo Financial Stability Report, diffuso nella notte italiana, che la crisi immobiliare cinese, che ha nel rischio di default di un gigante come Evergrande il suo evento più visibile, pone "rischi" alla crescita globale.

Il rapporto americano segnala che l'attuale stretta regolatoria impressa dalle autorità cinesi sul settore immobiliare e su altre attività economiche con una forte esposizione debitoria potrebbe tracimare nel campo della finanza e creare un'improvviso crollo dei prezzi immobiliari e della propensione degli investitori a puntare sulla Repubblica popolare cinese.

"Data la dimemsione dell'economia cinese e del suo sistema finanziario, come anche i suoi estesi rapporto commerciali col resto del mondo, gli stress finanziari in Cina potrebbero danneggiare i mercati finanziari gloali attraverso un deterioramento della propensione al rischio, e porre rischi alla crescita economica globale, oltre che impattare sugli Stati uniti", segnala la Fed.

Si tratta di una correzione di rotta da parte della banca centrale americana. Due mesi fa il presidente della Fed Jerome Powell ha ridimensionato il rischio di contagio della crisi Evergrande, sostenendo che la situazione del gigante immobiliare sembrava limitata alla Cina.

Evergrande ha recentemente pagato un debito offshore arrivato a maturazione, di fatto evitando la bancarotta. Tuttavia nei prossimi mesi ha importanti scadenza che, per un gruppo in crisi di liquidità e con un'esposizione debitoria mostruosa di quasi 2mila miliardi di yuan (266 miliardi di euro).

Secondo la Fed, un improvviso peggioramento delle condizioni finanziarie nei mercati emergenti potrebbe avere una ricaduta nell'economia statunitense.

"Un improvviso inasprimento delle condizioni finanziarie, eventualmente innescato da un aumento del rendimento dei bong nelle economie avanzate o da un deterioramento della propensione globale al rischio, potrebbe spingere verso l'altro il servizio del debito per le economie emergenti (tra le quali la Cina, ndr.), sia il debito sovrano sia quello delle imprese, e mettere sotto pressione i sistemi finanziari delle economie emergenti", spiega la Fed.

"Diffuse e persistenti pressioni sulle economie emergenti - sostiene ancora il rapporto - potrebbero, a loro volta, avere ripèercussioni per il sistema finanziario Usa a causa della sua diretta esposizione alle imprese e al debito sovrano dei mercati emergenti e attraverso l'esposizione indiretta attraverso le aziende Usa con forti legami con le economie emergenti".

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