Allarme siccità, Regioni chiedono stato di emergenza al Governo: Po in secca

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Allarme siccità: le Regioni sono prossime a chiedere lo stato di emergenza al Governo. A causa del clima torrido e senza precipitazioni, il Po si sta seccando: per l’Osservatorio, la situazione in atto è da allarme rosso. Il quadro meteorologico, inoltre, non è destinato a migliorare in quanto non si verificheranno cali di temperature.

Allarme siccità, Regioni chiedono stato di emergenza al Governo

L’allarme siccità sta travolgendo le Regioni Italiane dopo giorni di caldo afoso, temperature superiori ai 35°C e totale assenza di piogge. Secondo le previsioni meteo, inoltre, il quadro meteorologico non è destinato a migliorare, portando l’emergenza siccità al livello massimo di allerta con picchi di caldo che arriveranno fino ai 38°C in pianura Padana.

In un simile contesto, è atteso l’intervento del Governo che ha in programma una riunione per esaminare eventuali misure da adottare per fronteggiare l’emergenza.

A questo proposito, nella giornata di lunedì 20 giugno, è intervenuto Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche Agricole. Patuanelli, infatti, ha commentato l’allarme siccità e la richiesta dello stato di emergenza da parte delle Regioni nel seguente modo: “La situazione della siccità è delicata. Presto ci aggiorneremo a livello politico. Oggi ci sarà un importante incontro tra i capi di gabinetto di tutti i Ministeri coinvolti: Mipaaf, Mite, Mef, Affari Regionali”.

Intanto, il governatore del Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga, ha già annunciato di essere pronto a firmare il decreto per introdurre lo stato di emergenza. L’Emilia-Romagna, invece, sarà in stato di emergenza dal 21 giugno.

Po in secca, la nota dell’Osservatorio

Intanto, il Po si sta essiccando. Secondo quanto segnalato dall’Osservatorio dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po-Ministero della Transizione Ecologica, infatti, è stato segnalato che il Po si trova a un livello idrico più basso che a Ferragosto. La siccità sta colpendo i raccolti creando problemi a coltivazioni come quelle del riso, della soia, del girasole o del mais o, ancora, alle colture di grano e altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali.

Nello specifico, l’Osservatorio diramato la seguente nota: “La situazione è gravissima. Siamo all’allerta rossa con possibilità per le Regioni di chiedere lo stato di emergenza: proseguono però gli utilizzi centellinati per altri dieci giorni per minimizzare i danni”.

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