Allarme Società Oftalmologica: “L’oculistica è fuori dal Pnrr”

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Image from askanews web site
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Roma, 10 lug. (askanews) - Allarme della Società Oftalmologica italiana (SOI) sulla mancanza di risorse economiche da parte dell'Unione Europea per il settore oculistico. A lanciarlo, in occasione del 18esimo Congresso Internazionale in corso a Roma, è il presidente Soi, Matteo Piovella, all'indomani di un Simposio organizzato alla presenza del sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

"Nell'incontro con il sottosegretario Pierpaolo Sileri e con il direttore della programmazione sanitaria Andrea Urbani, durante il nostro Simposio - spiega Matteo Piovella - è stato ribadito che l'oculistica non potrà sedere al tavolo delle risorse economiche della Comunità europea e della ripartenza. Questo perché queste cose indispensabili sono per lo meno finora dedicate agli interventi di assistenza sanitaria salva-vista e non alle prestazioni ambulatoriali. L'oculistica è l'unica chirurgia maggiore che si base per legge in Italia sulla modalità ambulatoriale e da questa situazione rimane esclusa", ha ammonito Piovella.

Ma l'allarme è anche di tipo tecnologico: "Nel sistema sanitario nazionale - prosegue il presidente Soi - abbiamo una situazione priva delle tecnologie avanzate. Solo l'1% dei 655mila interventi del 2019 utilizza queste tecnologie che invece trovano spazio nel settore privato perché non ha vincoli economici e organizzativi. È ovvio che questo sta creando una divaricazione di due tipologie di assistenza, senza adeguata conoscenza da parte dei pazienti delle migliori opportunità a disposizione. Ci stiamo dunque rimboccando le maniche - conclude Piovella - per evitare questo infortunio che in alcune regioni cercano di arginare la situazione privilegiando il modello del sistema sanitario nazionale anche se privo delle adeguate risorse per poterlo sostenere per cercare di penalizzare invece il modello privato per esempio legiferando che la chirurgia della cataratta contro le leggi italiane, si possa effettuare solo negli ospedali pubblici".

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